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Addio a don Angelo Curti: sindaco, marito e sacerdote. Martedì 3 i funerali

PAVIA. Don Angelo Curti, che prima di essere prete è stato sindaco di Giussago oltre che marito, padre di due figli e nonno di quattro nipoti, è morto all’età di 81 anni (ne avrebbe compiuti 82 questo venerdì, 6 marzo): la sua parabola racconta di una vita a servizio della comunità e dello spirito, oltre che della misteriosa complessità dell’animo umano.

I funerali si terranno domani alle 10 presso la chiesa della frazione Turago Bordone di Giussago, dove Curti risiedeva. Sacerdote dal 2014, ha deciso di intraprendere il percorso ecclesiastico dopo la morte della moglie Gabriella, avvenuta nel 2008. «Studiare da sacerdote è stato un atto di coraggio» ricorda don Daniele Baldi, parroco del Carmine, vicario del vescovo Corrado Sanguineti e originario anche lui di Turago. «Lo conosco da quando ero piccolo: lui era più grande di me e, nonostante avessi molti più anni di messa di lui alle spalle, quando divenne sacerdote mi consideravo quasi un figlio di fronte alla sua saggezza» aggiunge Baldi.

Marito, sindaco, prete

Curti, tra le altre cose, è stato parroco a Bereguardo e negli ultimi tempi era in aiuto alla parrocchia di Casarile. La volontà di diventare pastore di anime matura in lui dopo la morte della moglie con la quale ha avuto i due figli Leonardo e Chiara: una perdita dolorosa, che ha catalizzato la religiosità di Curti verso il desiderio di prendere i voti, con l’ordinamento a sacerdote avvenuto 12 anni fa, quando ne aveva circa 70. Prima di questo ultimo capitolo della sua vita, Curti è stato un operaio dell’odierna A2A (mentre la moglie lavorava per Montedison) e nel corso della sua vita si è dedicato anche alla politica locale: tra il 1995 e il 2000 diventa sindaco di Giussago con l’allora Democrazia cristiana, facendosi ben volere come primo cittadino. «Devo essere sincero? È più bello fare il parroco che il sindaco» disse Curti, lasciandosi andare a un momento di ironia durante un colloquio concesso nel 2019 a questo giornale. «Come parroco e come primo cittadino ha saputo farsi amare» racconta don Armando Curti, parroco di Binasco e fratello del sacerdote scomparso a 81 anni. «Lui era il più grande di tre fratelli e, con me che ero il più piccolo, c’era una sorta di simbiosi: il nostro legame di sangue si è trasformato nel vincolo del sacerdozio. La cosa che mi ha sempre colpito di lui è che, nonostante l’età conservava una freschezza e un entusiasmo inestinguibile per la sua missione sacerdotale. Negli ultimi due anni era in aiuto a Casarile dove mi raccontava di trovarsi bene. Nonostante gli acciacchi della vecchiaia ha vissuto bene, ed è morto da prete: soltanto venerdì scorso si era offerto per celebrare il funerale. Lascia la testimonianza di una vita dedicata al lavoro, alla famiglia e alla fede». Anche Felice Bonizzoni, attuale sindaco di Bereguardo (dove Curti è stato parroco) condivide un ricordo: «A volte mi diceva che mi capiva, dato che anche lui era stato sindaco – racconta – la nostra comunità si unisce al cordoglio dei familiari e dei conoscenti».

In ricordo del sacerdote e in vista dei funerali di domani, questa sera alle 21 si terrà un rosario nella chiesa di Turago.

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