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Iran, Fratoianni incalza Crosetto e Tajani: “Non siete commentatori ma ministri. Basta retorica atlantica, condannate o no l’attacco Usa-Israele?”

Nel corso dell’audizione congiunta davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sull’informativa urgente relativa alla crisi in Medio Oriente, dopo gli attacchi del 28 febbraio condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Nicola Fratoianni, interviene con toni duri nei confronti del governo, alla presenza dei ministri Guido Crosetto e Antonio Tajani.
Fratoianni apre il suo intervento contestando la compressione dei tempi del dibattito: “Anche noi chiediamo che la presidente del Consiglio e i ministri che oggi sono stati qui presenti, vengano in Parlamento, perché un dibattito su quello che sta accadendo non si può fare in tre minuti. È una questione che riguarda la dignità del Parlamento”. Di fronte a “una guerra regionale che si sta allargando, di una escalation senza fine”, aggiunge, il Parlamento “non può essere compresso in tre minuti”.
Nel merito, il deputato chiede una presa di posizione politica esplicita: “Signori ministri, con tutto il rispetto, voi non siete né commentatori né analisti, ma ministri della Repubblica. Ci volete dire che pensa il governo italiano di quello che è accaduto? Stati Uniti e Israele hanno compiuto una conclamata violazione del diritto internazionale attaccando unilateralmente un altro Stato. Questo è quello che è accaduto”.

Pur ribadendo che il giudizio sul regime degli Ayatollah è “sostanzialmente unanime” e che si tratta di un regime “sanguinario, oppressivo e illiberale”, Fratoianni respinge l’idea che l’uso della forza produca democratizzazione: “Le bombe come strumento di costruzione della democrazia hanno alimentato il fondamentalismo. In Iraq l’Isis ce lo stiamo dimenticando, altro che forze moderate. La situazione in Libia, quella con cui facciamo i conti quotidianamente, è il frutto di un altro sciagurato intervento militare“.
E sottolinea: “Sorvolo poi su Israele. A fianco di Israele guidato dal criminale di guerra Benjamin Netanyahu non vorrei fare niente, ma non riapriamo quella partita che purtroppo è ancora aperta con tutte le ferite che provoca sulla pelle del popolo palestinese e anche di buona parte della popolazione civile israeliana”.

Quindi, la domanda rivolta direttamente all’esecutivo: “Siete d’accordo o no con l’intervento americano? Non è che potete dire ‘vediamo che accade’. Siete d’accordo o no? Cosa dice il nostro governo? Qual è il vostro giudizio? Una parola. Avete condannato le rappresaglie iraniane. Guardate che sono pacifista, le condanno anch’io. Tutti i missili condanno. Ma voglio sapere: condannate l’attacco americano e israeliano? Parola semplice. Che non vuol dire rompere l’alleanza”.
Nel finale solleva anche il tema di un possibile coinvolgimento diretto dell’Italia: “Intendete portarci esplicitamente e direttamente in guerra? In una guerra unilaterale? Perché questo è il punto. Io voglio sapere se il mio governo, il governo del mio paese difende il diritto internazionale“.

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