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“Il Mondiale negli Usa va boicottato, sarebbe un messaggio meraviglioso”: l’appello di Massimo Mauro

“Sarebbe bello se il calcio decidesse di non andare a giocare il mondiale negli Stati Uniti. Sarebbe un messaggio meraviglioso e per niente banale, anche se mi rendo conto che si tratta di un sogno”. Massimo Mauro non ha dubbi: il Mondiale negli Usa andrebbe boicottato. L’ex calciatore e oggi commentatore sportivo – che già a ilfattoquotidiano.it aveva parlato di calcio e politica – lo ha scritto nella rubrica “Visti dall’Ala” su Repubblica oggi, martedì 3 marzo, quando mancano 100 giorni all’inizio della massima competizione mondiale per nazionali.

Un’ipotesi boicottaggio che un mese fa affondava le proprie radici in questioni legate agli arresti e alle uccisioni dell’Ice e alla sempre più crescente tensione per la politica estera del presidente Donald Trump, in particolare le sue mire sulla Groenlandia. Adesso c’è la guerra scatenata sabato da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, che inevitabilmente impatterà sui Mondiali. A partire proprio dall’Iran, che è già qualificata al torneo che si giocherà tra Usa, Canada e Messico.

La FIFA, come riportato dalla BBC, ha dichiarato di “monitorare gli sviluppi” e gli alti funzionari “si aspettano la partecipazione dell’Iran”. La situazione sta però degenerando e una partecipazione dell’Iran a oggi sembra impensabile. Il campionato iraniano, naturalmente, è stato sospeso. Il presidente della federazione, Mehdi Taj, nei giorni scorsi ha dichiarato: “Con quello che sta accadendo, è improbabile che possiamo guardare alla Coppa del Mondo. In ogni caso, sono i responsabili dello sport che devono decidere in merito”.

L’amministrazione Trump inoltre nei mesi scorsi aveva già dichiarato di non voler concedere deroghe al divieto d’ingresso per i tifosi colpiti dal travel ban firmato dal presidente Usa a giugno 2025, che limita l’ingresso negli Stati Uniti alle persone provenienti da 19 nazioni. E tra le nazioni in questione c’è anche l’Iran, i cui tifosi dunque a prescindere non avrebbero potuto partecipare. L’Iran è ovviamente coinvolto in prima persona, ma la questione riguarda altre nazioni qualificate: Qatar, Arabia Saudita e Giordania, alle quali potrebbe aggiungersi l’Iraq, se dovesse conquistare l’accesso al torneo attraverso i playoff intercontinentali.

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