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“Mister Asfalto” verso il processo: gli appalti pilotati, le dichiarazioni su fondi al Pd Lazio e l’ombra del sistema Giubileo

Ci sono anche un decennio di presunti finanziamenti illeciti erogati nei confronti del Partito Democratico del Lazio tra le accuse contestate a Mirko Pellegrini, ormai noto come “Mister Asfalto”. L’imprenditore è indagato dalla Procura di Roma per presunti episodi di corruzione, turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture per decine di appalti stradali, alcuni relativi ad opere legate al Giubileo 2025. Oggi i pm capitolini hanno formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Pellegrini e di altre 19 persone. Formalmente imputate anche le 16 società di costruzione e manutenzione stradale riconducibili all’imprenditore.

Interrogato dai pm nei mesi scorsi, Pellegrini ha ammesso di aver finanziato dal 2013 al 2023 l’ex senatore del Pd – a lungo segretario regionale – Bruno Astorre, deceduto nel 2023 dopo essersi tolto la vita lanciandosi dalla finestra del suo ufficio a Palazzo Madama (vicenda in alcun modo collegata con l’inchiesta). Proprio per questo motivo Astorre non ha mai avuto la possibilità di difendersi o comunque di smentire le affermazioni di Pellegrini. Non solo. A verbale l’imprenditore ha anche confessato ai pm di aver cercato di ricollocarsi politicamente dopo la morte di Astorre. “Avevo saputo – dice a verbale Pellegrini il 12 giugno 2025 – che a Roma contavano e contano due personaggi: Goffredo Bettini e Claudio Mancini del Pd (entrambi estranei all’inchiesta, ndr)” ma si mise a cercare il secondo, punto di riferimento politico del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, “poiché non avevo la forza di poter raggiungere un contatto con Bettini”. Mancini, che l’imprenditore incontrò due volte – la prima durante un pranzo al quale erano presenti altre persone e la seconda per caso in un bar del centro – ha smentito “ogni tipo di rapporto” con Mister Asfalto.

Per quanto riguarda le altre accuse, l’avviso di conclusione indagini contesta a Pellegrini e ai suoi collaboratori un’articolata associazione per delinquere finalizzata a pilotare appalti pubblici e a frodare Roma Capitale e altri enti, con asfalti realizzati con spessori inferiori e materiali difformi rispetto ai capitolati. Vengono ipotizzate turbative d’asta su gare per la grande viabilità e interventi legati anche alla Ryder Cup, episodi di corruzione con pubblici ufficiali addetti ai controlli, riciclaggio e autoriciclaggio per oltre 7 milioni di euro, nonché responsabilità amministrativa di numerose società del gruppo.

L’atto ricostruisce inoltre un presunto sistema di intestazioni fittizie di società e conti correnti per eludere la normativa antimafia e le misure di prevenzione patrimoniale, con il coinvolgimento – a vario titolo – di dirigenti pubblici e funzionari bancari, e ipotesi di bancarotta fraudolenta legata al dissesto di una delle società riconducibili all’imprenditore

L'articolo “Mister Asfalto” verso il processo: gli appalti pilotati, le dichiarazioni su fondi al Pd Lazio e l’ombra del sistema Giubileo proviene da Il Fatto Quotidiano.

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