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Oggi i funerali di Piacentino, la procura approfondisce il sospetto mesotelioma

CALUSO. Si tengono questa mattina, mercoledì 4 marzo alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Caluso i funerali di Pier Luigi Piacentino, morto all’età di 80 anni nella sua casa di via Comotto, a Caluso, a causa di una crisi respiratoria.

Le esequie, già fissate per lo scorso venerdì, erano state sospese, su richiesta del medico legale dell’Asl/To4, in attesa delle disposizioni della magistratura di Ivrea .

Il medico, esaminando la cartella clinica, aveva visto che a Piacentino, la tac, eseguita il mese scorso all’ospedale di Cuorgné, aveva diagnosticato un sospetto mesotelioma, un tumore maligno correlato all’inalazione delle fibre d’amianto.

Una sospetta malattia professionale, che Pier Luigi Piacentino potrebbe aver contratto negli anni in cui lavorava nell’ex stabilimento Honeywell – Bull di Caluso.

La procura di Ivrea sta valutando il caso per la presunta malattia professionale. La pm Maria Baldari ha preso in mano le carte e valuterà se possa esserci un nesso causale tra il tumore e il decesso di Piacentino.

L’ottantenne aveva lavorato nella fabbrica di via Martiri, leader nell’informatica, che negli anni’80 contava quasi 2 mila dipendenti, prima come attrezzista nell’officina per poi diventare impiegato.

La vedova, che aveva lavorato nello stesso stabilimento, dal 1968 ai primi anni ’90, convive da tempo con un fibroma polmonare.

Nei casi di mesotelioma, sospetto o conclamato, il medico ha l’obbligo di trasmettere la segnalazione all’Inail per l’avvio della specifica istruttoria.

Il riconoscimento della malattia professionale dà infatti diritto ad un risarcimento danni, nonché a benefici contributivi e rendite vitalizie per i familiari. La morte di Pier Luigi Piacentino riporta così sotto i riflettori la narrazione di inchieste e processi per esposizione alle fibre d’amianto che avevano interessato il Canavese.

L’amianto e i suoi derivati in quegli anni venivano utilizzati nelle costruzioni, anche in edifici pubblici. Un utilizzo poi proibito per legge dal 1992, in quanto ris

ultato essere cancerogeno. Erano poi state create delle mappe per risalire ai siti contaminati e procedere con le bonifiche. Nel 2019 la Cassazione aveva annullato senza rinvio le condanne inflitte ai vertici dell’Olivetti, tra cui Carlo De Benedetti e Corrado Passera, che rispondevano di lesioni ed omicidio colposo in relazione alla morte di 12 ex dipendenti del sito produttivo di San Bernardo d’Ivrea. Per i giudici, così come già per la Corte d’appello di Torino, non era stata raggiunta la certezza del nesso causale tra l’esposizione all’amianto in fabbrica e la malattia. Diverso invece l’esito dei casi in sede civile, dove i lavoratori hanno spesso vinto o conciliato con l’azienda. Tra le principali accuse della Procura c’era l’utilizzo di talco contenente tremolite d’amianto, che sarebbe stato utilizzato nei siti produttivi dell’Olivetti per il montaggio di parti meccaniche ed elettroniche fino agli anni ottanta.

Un materiale utilizzato anche nell’allora officina della Honeywell – Bull. Tuttavia, nonostante la segnalazione di alcuni casi di morti sospette, non c’erano stati risvolti penali.

Dopo le esequie la slama di Pier Luigi Piacentino sarà tumulata nella tomba di famiglia nel cimitero della frazione Boschetto di Chivasso. Lydia Massia

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