ESCLUSIVA – Federico Bondioli: “Roma un sogno, ora cerco continuità nei Challenger”
In singolo o in doppio poco importa, perché Federico Bondioli fa bene in entrambi. E la stagione Challenger, appena iniziata, potrà riservare sorprese e soddisfazioni al classe 2005, con l’obiettivo magari di riagganciare quel best ranking raggiunto in singolare lo scorso ottobre. Nell’intervista rilasciata ai microfoni di Spazio Tennis a Lapo Castrichella, il ravennate si è raccontato tra le emozioni vissute nel suo percorso finora, il rapporto con la propria famiglia e il suo staff e le principali differenze tra Challenger e Futures.
Il nuovo anno è appena cominciato, ma la stagione tennistica è già nel suo pieno. E guardando anche più indietro nei risultati Federico non può che essere soddisfatto del suo ultimo periodo: “Tutto sommato è stato un anno positivo. Da maggio in avanti sono riuscito a giocare quasi ogni settimana nel circuito Challenger, capendo a quale livello posso esprimermi e su cosa devo ancora lavorare. L’obiettivo ora è raggiungere quella qualità con continuità e mantenerla per tutta la stagione”.
Tra Futures, Challenger e Roma
La più grande differenza tra Futures e Challenger sta ovviamente nell’organizzazione. E infatti il 20enne di Ravenna vuole ora concentrarsi, trovando continuità, solo nei tornei gestiti dall’ATP: “La differenza è netta. Nei Future sei un po’ nella ‘savana del tennis’: devi adattarti a tutto, spesso mancano palestre o campi d’allenamento adeguati. Nei Challenger, invece, l‘organizzazione ATP garantisce standard molto più alti: palle nuove per ogni sessione, palestre attrezzate e hotel di qualità. Trovare stabilità in questo circuito è la mia priorità”.
Indimenticabili poi, per Federico, le emozioni vissute al Masters 1000 di Roma: “È stato un sogno indescrivibile. Giocare in casa davanti al pubblico italiano è un’emozione unica. Nonostante la tensione iniziale, io e Carlo (Caniato) siamo stati bravi a sostenerci a vicenda e a preparare bene il match con i tecnici. Pranzare e vivere il torneo accanto a campioni come Sinner, Musetti o Berrettini ti apre gli occhi e ti dà una spinta incredibile per credere nei tuoi mezzi”.
Miglioramenti e obiettivi futuri
Per il 2026 il lavoro su cui focalizzarsi è chiaro: “Sto lavorando moltissimo sull’aspetto fisico per rinforzarmi ed essere più potente nella ricerca della palla. Ho svolto parte della preparazione ad Andorra con il mio nuovo preparatore argentino, Federico Berruesso. Sul piano tecnico ho aggiunto una nuova figura spagnola, Jorge Logrogno, di Valencia, che collaborerà con il mio coach storico Federico Bufagni. È un team con molta esperienza internazionale e cerchiamo di lavorare molto sulla qualità”.
Per un tennista giovane come Bondioli è fondamentale avere fiducia in sé stessi e saper accettare anche la sconfitta. Un processo a cui non tutti sono pronti e in cui il ravennate riconosce di dover migliorare: “È un rapporto complesso su cui sto lavorando. A fine anno ho sentito molta pressione e ho fatto fatica ad accettare i passi falsi; dopo le partite stavo davvero male. Mi rendo conto che la sconfitta mi dà più dolore di quanto la vittoria mi regali gioia, ed è un aspetto che devo cambiare. Sto imparando a conviverci: in questo sport si perde quasi ogni settimana e, se voglio una carriera lunga quindici anni, devo abituarmi a gestire questi momenti con più equilibrio”.
Infine Federico si è lasciato andare a un messaggio per i ragazzi che vogliono iniziare a competere seriamente nel tennis: “L’importante è trovare un equilibrio tra il tennis e lo svago. Ai ragazzi di 12 o 14 anni direi di non ossessionarsi con il risultato immediato. Vincere è importante, ma bisogna imparare a ‘lasciare andare’ e godersi il percorso di crescita. Io stesso sto provando a staccarmi dal pensiero fisso del risultato per concentrarmi solo sulle cose che devo fare in campo”.
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