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Napoli, il peso della “Conte-economy”: monte ingaggi a 160 milioni e rosso strutturale

Il nuovo corso targato Antonio Conte ha riportato l’ambizione al centro del progetto azzurro, ma il prezzo della competitività inizia a farsi sentire sui bilanci di Castel Volturno. Per la seconda volta consecutiva, il Napoli si appresta a chiudere l’esercizio in negativo: dopo i 21 milioni di passivo dello scorso anno, le proiezioni al 30 giugno 2026 parlano di un rosso che sfiora i 30 milioni di euro.

L’impennata degli stipendi: De Bruyne e Lukaku i “Paperoni”

Il dato che balza all’occhio nell’analisi odierna della Gazzetta dello Sport è l’esplosione del monte ingaggi, salito vertiginosamente a 160 milioni di euro. Una cifra che proietta il Napoli al terzo posto della gerarchia salariale della Serie A, dietro soltanto a Inter (215 milioni) e Juventus (200), e sopra a competitor come Milan (150) e Roma (140).

A trainare questa spesa sono soprattutto i top player voluti per alzare l’asticella:

  • Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku: Da soli, i due pesano a bilancio per 26 milioni di euro (cifra che include il bonus alla firma del belga spalmato su due anni).
  • Ammortamenti: Oltre agli stipendi netti, cresce il peso dei costi storici dei cartellini, rendendo la gestione ordinaria meno elastica rispetto all’era pre-Conte.

La cassaforte di AdL e i vincoli del mercato

Nonostante il segno meno, non c’è allarme rosso sul piano della stabilità. Aurelio De Laurentiis può contare su una liquidità di 174 milioni, un tesoretto che garantisce continuità e permette di ripianare le perdite senza scossoni.

Tuttavia, il rapporto costi-ricavi sta diventando un fattore limitante. Il “mercato a saldo zero” di gennaio è stato un primo segnale di prudenza. Sebbene l’area business guidata da Tommaso Bianchini stia esplorando nuove strade commerciali, i ricavi non crescono alla stessa velocità delle spese sportive.

Prospettive: mercato aperto, ma occhio ai tagli

La strategia per il futuro è chiara: il Napoli potrà ancora investire, ma la parola d’ordine sarà ottimizzazione.

“Sarà essenziale non incrementare ulteriormente la spesa annua, anzi, l’obiettivo per il prossimo biennio dovrà essere una progressiva riduzione del monte ingaggi.”

Per restare al vertice senza compromettere la salute finanziaria, il club dovrà muoversi con estrema precisione chirurgica: meno scommesse onerose e una gestione dei rinnovi più oculata, cercando di mantenere il valore tecnico della rosa intatto mentre si lima la voce “uscite”.

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