World News in Italian

Paragon, ecco la perizia dei consulenti dei pm sui telefoni di Cancellato&Co.: “Schema comune a tutti i target”

di Vincenzo Bisbiglia e Valeria Pacelli

Per l’attivista Luca Casarini “si è rilevata evidenza, con ragionevole certezza, di una compromissione tramite malware” del software spia Graphite prodotto dalla società israeliana Paragon. Per l’armatore della nave Mediterranea, Giuseppe Caccia, sono stati rilevati “forti indizi di compromissione”. Per il direttore di Fanpage Francesco Cancellato esiste una “possibile compromissione del dispositivo”, “non è però allo stato possibile affermare” se le tracce informatiche rilevate siano dovute “alla procedura di estrazione della copia forense oppure all’attività di un eventuale malware”. Per tutti e tre però vi è uno “schema comune a tutti i target” caratterizzato “dalla cancellazione di un numero simile ed insolitamente alto di messaggi nella notte fra il 13/12 e il 14/12” del 2024. E questa “esecuzione in serie di tre attacchi la stessa notte”, secondo i tecnici, suggerisce “che siano stati parte della stessa campagna di infezione”. Sono queste le conclusioni – che Il Fatto pubblica in esclusiva – dei consulenti delle procure di Roma e Napoli nella perizia di 39 pagine, depositata il 3 febbraio 2026 e ordinata dai pm sui dispositivi degli attivisti Luca Casarini e Giuseppe Caccia e del giornalista Francesco Cancellato.

L’inchiesta è quella sul caso dello spyware che tra fine 2024 e inizio 2025 potrebbe essere stato inoculato negli smartphone di una novantina di persone in tutta Europa, di cui sette in Italia. “Il periodo di compromissione – si legge nella perizia – dei dispositivi di Casarini, Caccia e Cancellato, parrebbe risalire alle prime ore del mattino del 14/12/2024, giorno in cui sui tre dispositivi Android sono state rilevate, all’interno dei database WhatsApp, le stesse anomalie”. Per Caccia, hanno rilevato i tecnici, si parla di 27 messaggi consecutivi eliminati tra le 23.52 del 13 dicembre e le 4.45 del 14 dicembre 2024. Per Cancellato, i messaggi eliminati sono 32 tra le 00.59 e le 2.14 del 14 dicembre, mentre per Casarini i messaggi consecutivi eliminati sono 35 tra le 00.54 e le 7.34 sempre del 14 dicembre.

L’analisi è stata svolta anche sui dispositivi degli altri quattro denuncianti, ovvero i giornalisti Ciro Pellegrino (Fanpage) e Roberto D’Agostino, il sacerdote attivista Mattia Ferrari e la blogger olandese Eva Vlaardingerbroek. Pellegrino aveva denunciato pubblicamente il 30 maggio 2025 di aver ricevuto un messaggio da Apple, relativo a un presunto “attacco spyware mercenario mirato contro il tuo iPhone”. Il caso del cappellano di bordo di Mediterranea invece era noto sin da febbraio 2025, mentre i nomi del direttore di Dagospia e dell’attivista di destra sono invece emersi successivamente. Tutti e quattro sono titolari di sistema operativo iOS e hanno saputo del presunto attacco attraverso un messaggio inviato da Apple della presenza di uno spyware nei loro cellulari. Tuttavia per loro, scrivono i tecnici, “non è stata rilevata evidenza di intrusione o di presenza di spyware nei dispositivi” e comunque “non vi sono evidenze di compromissione”. Pellegrino, contattato ieri dal Fatto, ha commentato: “Valuterò con i miei avvocati di chiedere l’acquisizione delle relazioni Citizen Lab che raggiungevano conclusioni diverse. Resto molto preoccupato per la compromissione, di fatto provata, del cellulare del mio direttore, Francesco Cancellato”.

La procura ha poi eseguito altri approfondimenti per capire chi abbia infettato i cellulari dei soggetti di cui si si parla. Si sono basati sulla relazione del Copasir pubblicata a giugno 2025 in cui veniva già affermato che solo Casarini e Caccia erano stati spiati dai servizi italiani (lecitamente data l’autorizzazione della procura generale della Corte d’Appello di Roma) usando lo spyware, software che oggi l’Aisi non usa più e che aveva utilizzato “a partire dal 23 gennaio 2024 per attività di raccolta informativa” anche nel contrasto all’immigrazione clandestina. Così dopo aver depositato la consulenza, il 3 febbraio scorso, i pm hanno chiesto e ottenuto l’esibizione documentale da parte dell’agenzia d’intelligence interna. L’analisi dei dati raccolti, è però la conclusione dei magistrati, “non ha consentito di rilevare tracce di operazioni riferibili” a Cancellato, confermando “l’assenza di elementi che riconducano l’attività di indagine” all’intelligence, come riporta una nota congiunta delle procure di Roma e Napoli. Il mistero, dunque, è sempre lo stesso, chi ha spiato abusivamente Cancellato, nelle stesse ore e con le stesse modalità con cui venivano spiati (lecitamente) Casarini e Caccia?

L'articolo Paragon, ecco la perizia dei consulenti dei pm sui telefoni di Cancellato&Co.: “Schema comune a tutti i target” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Читайте на сайте