Così 60 anni fa nasceva il Quinto Beatle: “La mia vita esplose dopo Lisbona. Tutti sembravano impazzire”
Una foto, una partita leggendaria ed esattamente 60 anni fa, il 10 marzo 1966, nasce il Quinto Beatle. La sera prima, all’Estadio da Luz di Lisbona, il Manchester United ha umiliato 5-1 il Benfica di sua maestà Eusebio. Il re della notte è stato George Best, il fuoriclasse nordirlandese che avrà una carriera breve e morirà nel 2005, devastato dall’alcol. George ha firmato una doppietta, ha servito un assist e ha fatto impazzire la difesa portoghese. Best deve ancora compiere vent’anni, ma è già un’icona, non solo del popolo del calcio, ma anche della cultura giovanile che sta sconvolgendo la Gran Bretagna: la Beat Generation. La vita fuori gli schemi, i capelli lunghi, la passione per la moda, il suo spirito libero: George è figlio dei suoi tempi. E’ il giornale portoghese A Bola ad avere l’illuminazione, subito rilanciata dai tabloid inglesi. Il titolo del servizio dedicato alla partita è “Un Beatle chiamato Best ha distrutto il Benfica”.
Nell’articolo, George viene celebrato con profonda ammirazione: “Il giovane nazionale nordirlandese ha superato ogni aspettativa. Il suo dribbling, lo spettacolare controllo di palla, la facilità e la spontaneità hanno travolto non solo la difesa del Benfica, ma l’intera squadra portoghese. I suoi primi due gol hanno inferto un duro colpo al Benfica, da cui non si è più ripreso”. Un giornalista di Record, altro quotidiano sportivo portoghese, è riuscito a entrare nello spogliatoio dello United: “C’è odore di sigarette, bottiglie di birra e di brandy sparse sul pavimento. Una Babilonia. Best è naturalmente il più ricercato”.
Il giorno dopo, Best indossa un sombrero, acquistato all’aeroporto di Lisbona. Le foto che gli vengono scattate, all’imbarco e quando rientra in Inghilterra, aprono una nuova era: Best diventa una star mondiale. L’accostamento con il gruppo che ha segnato la storia della musica è la carta vincente. George sarà il quinto Beatle per sempre. Anche lui entrerà nella parte, pur essendo più vicino, spiritualmente, ai grandi rivali dei Fab Four: i Rolling Stones. Nella storia musicale dei Beatles, c’è stato davvero un Best, definito il Quinto Beatle: il batterista Pete, componente del nucleo originario, espulso dalla band nel 1962 e sostituito da Ringo Star. George gradisce l’incoronazione. Ama la musica, si riconosce nella beat generation e ha immediatamente capito la portata di un soprannome capace non solo di entrare nell’immaginario collettivo, ma anche di sostenere i suoi affari. George sta infatti per inaugurare un negozio di moda a Manchester, una settimana dopo la partita di Lisbona. Cinquecento ragazze si accalcheranno di fronte alle vetrine due ore prima dell’apertura del locale e l’isterismo collettivo costringerà la polizia a intervenire.
I Beatles prendono nota dell’investitura di Best, ma non commentano. La cosa li lascia abbastanza indifferenti, per una serie di ragioni. La prima è che almeno due componenti del gruppo (John Lennon e George Harrison) non sono interessati al calcio. Harrison ha la passione per la Formula 1 e quando una volta gli chiedono per quale club di calcio tifi, risponde: “A Liverpool, ci sono i Reds e l’Everton. Io tengo per l’altra squadra”. Paul McCartney è un tiepido fan dell’Everton, soprattutto per eredità di famiglia, ma ha sempre mostrato rispetto nei confronti del Liverpool. Ringo Star, sostenitore dell’Arsenal, è forse il più calciofilo dei Fab Four. L’altra ragione è che Best non è l’unico a essere accostato ai Beatles. Nel corso della storia ci saranno altri candidati, ma l’unico al quale sopravvivrà il soprannome sarà proprio Best.
La vita tormentata di George naturalmente non passa inosservata tra i Beatles, ma non ci sono rapporti tra il calciatore e i Fab Four. Circola una leggenda e riguarda un episodio avvenuto in un locale di Londra, dove, casualmente, Paul Mc Cartney e la moglie Linda incrociano George. Secondo questa storia, la serata trascorre senza contatti diretti, ma quando Best si sta dirigendo verso l’uscita, Linda sussurra: “George, noi siamo con te”.
Nella sua autobiografia, Best racconta: “Fuori dai campi di gioco il mondo sembrava impazzito. La beatlemania era al suo apice e per la prima volta, i giovani avevano come star musicisti più o meno della loro età. Dopo gli anni Cinquanta bacchettoni, i costumi si stavano rilassando. I ragazzi volevano esprimere le loro emozioni e quando la stampa inglese modificò il mio soprannome in Quinto Beatle, divenni immediatamente una figura di riferimento per i giovani, un’icona (per quanto sia difficile pensare a se stessi in questi termini). La mia vita esplose dopo Lisbona. Tutti sembravano impazzire. La gente voleva sapere tutto su di me. Non solo quello che pensavo sul calcio, ma anche quali vestiti portavo, quale musica mi piaceva, quali locali frequentavo. All’improvviso, tutto quello che facevo era diventato in”.
Semplicemente, era apparso il Quinto Beatle.
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