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Hoepli, oggi i soci della casa editrice decidono sulla liquidazione: dipendenti in sciopero

La situazione occupazionale e societaria nella storica casa editrice Hoepli, un emblema della cultura milanese e italiana, sta rapidamente precipitando. Martedì pomeriggio si terrà l’assemblea straordinaria degli azionisti chiamata a decidere sulla possibile messa in liquidazione, anche parziale, della società. Intanto, dopo che sono saltati sia l’appuntamento del 3 marzo con l’azienda, rigettato, sia quello del 5 con la Regione, le Rsa di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom Uil hanno riunito in assemblea stamattina la novantina dei lavoratori che ha indetto all’unanimità lo sciopero immediato di un’ora, già in corso.

In una nota, i lavoratori e le lavoratrici della Hoepli Spa riuniti in assemblea “ribadiscono con forza il loro disappunto sulla situazione di incertezza sul futuro dell’azienda. Nonostante i ripetuti inviti a presentare un piano industriale che definisse i progetti futuri, a tutt’oggi non abbiamo nessuna prospettiva“. Secondo Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom Uil “il perdurare di una situazione di incertezza influisce inoltre su autori, fornitori e clienti. Ribadiamo la nostra contrarietà a scelte unilaterali che non tengono in considerazione il rapporto tra azienda e sindacati, questi ultimi sempre attivi nella ricerca di soluzioni per garantire il futuro dell’azienda affrontando insieme le problematiche che in questi anni si sono presentate”. Per questi motivi “con voto unanime l’assemblea dei dipendenti – in contemporanea con l’assemblea dei soci – proclama lo sciopero dalle ore 15 alle 16 per ribadire la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di liquidazione o di frammentazione aziendale”. Ma non basta: “Sabato 14 marzo faremo varie iniziative, a partire dal flash mob alle 11 all’ingresso della libreria, per rilanciare questa incredibile realtà culturale e il lavoro dei suoi dipendenti”.

La situazione occupazionale è ormai deflagrata, come spiegato dal Fatto nei giorni scorsi. In un incontro a fine febbraio, spiegavano Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil e la Rsa, “la proprietà non ha risposto alle sollecitazioni sindacali in merito alle strategie da mettere in campo a ripresa delle normali attività, requisito indispensabile per l’autorizzazione della cassa integrazione ordinaria”. I lavoratori avevano preso atto di una “situazione estremamente critica” e avevano così deciso che “in queste condizioni di incertezza, non sarà possibile siglare un accordo di cassa integrazione ordinaria”.

Il percorso verso la possibile liquidazione volontaria della storica casa editrice milanese, annunciata dal Fatto lo scorso 10 febbraio, sta dunque per compiersi. Il 25 febbraio il consiglio di amministrazione della società aveva deciso di convocare l’assemblea degli azionisti al cui ordine del giorno c’è la procedura straordinaria. Il rischio, come spiegato dal Fatto l’11 febbraio, è che la novantina di dipendenti della casa editrice e della libreria nel centro di Milano perdano l’impiego o finiscano in cassa integrazione, nonostante nell’ultimo esercizio di bilancio Hoepli Spa avesse già ottenuto il risparmio di un sesto del costo del lavoro. Ma l’ulteriore pericolo è la dispersione di un patrimonio culturale storico per l’Italia. A temere sono anche alcuni creditori, specie sul fronte dei fornitori e dei piccoli librai indipendenti che hanno rapporti di credito e fornitura con Hoepli.

L'articolo Hoepli, oggi i soci della casa editrice decidono sulla liquidazione: dipendenti in sciopero proviene da Il Fatto Quotidiano.

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