World News in Italian

Il “milione” chiesto a Berlusconi, processo a Monza a Giovanna Rigato: slittano le testimonianze di Ruby e Barbara Guerra

Slittano le testimonianze di Karima El Mahroug, nota come Ruby, e di Barbara Guerra nel processo per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi che si celebra davanti al Tribunale di Monza. Le due donne erano state citate come testimoni dalla difesa di Giovanna Rigato, ex concorrente del Grande Fratello imputata per fatti risalenti al 2016, ma non si sono presentate in aula. La donna era stata denunciata dall’ex premier nel 2016perché avrebbe richiesto un milione di euro “per non rivelare alla stampa e ai pm informazioni in grado di danneggiarlo”.

Karima El Mahroug, che oggi vive a Genova ed è diventata da poco madre per la seconda volta, ha inviato un certificato medico spiegando di non poter partecipare all’udienza perché impegnata con l’allattamento. Nella comunicazione ha anche fatto sapere che, qualora fosse stata presente, avrebbe comunque esercitato la facoltà di non rispondere. Barbara Guerra, invece, è risultata irreperibile e residente all’estero. Entrambe saranno riconvocate nelle prossime udienze.

Secondo la ricostruzione della Procura di Monza, Rigato avrebbe chiesto la cifra durante un incontro avvenuto nel 2016 a Villa San Martino, la residenza di Berlusconi ad Arcore. La richiesta sarebbe stata motivata, secondo l’accusa, dai danni d’immagine che la donna riteneva di aver subito a causa del suo coinvolgimento nelle vicende giudiziarie legate al cosiddetto caso Ruby e dalla successiva interruzione dei contributi economici che prima riceveva regolarmente. Rigato aveva dichiarato ai giornalisti nel novembre del 2012: “Berlusconi è una persona che io stimo molto, è una persona che se ho bisogno di qualsiasi cosa soprattutto di un consiglio, la cosa più preziosa per me, è disponibile e reperibile”. Intervistata dopo una udienza al processo Ruby, aveva dichiarato di percepire 50mila euro da Mediaset. “Sono diventata giornalista, vorrei farei la conduttrice…”

L’imputata ha sempre respinto le accuse sostenendo di aver semplicemente chiesto un risarcimento per il danno di immagine subito dopo il clamore mediatico legato alle “cene di Arcore”. Nel procedimento si sono costituiti parte civile i cinque figli di Silvio Berlusconi, che hanno deciso di portare avanti l’azione legale intrapresa dal padre prima della sua morte. Nel corso dell’udienza sono stati sentiti alcuni testimoni indicati dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Stefano Gerunda. Tra questi la madre dell’imputata, un medico al quale Rigato si sarebbe rivolta per lo stress psicologico legato alla forte esposizione mediatica della vicenda, e un fotografo.

La madre ha raccontato in aula un episodio risalente al 2009, quando lei e la figlia si trovavano in Grecia. «Alle due di notte abbiamo ricevuto una telefonata: era Berlusconi che chiedeva a Giovanna se fosse stata contattata da qualche giornalista. Lei disse di no e lui le rispose di non preoccuparsi, dicendo che per qualunque cosa avesse avuto bisogno ci sarebbe stato». Secondo la testimone, la figlia avrebbe rifiutato apertamente quel sostegno. La donna ha poi ricordato di aver accompagnato la figlia a visitare alcuni appartamenti a Segrate insieme al geometra Roberto Trombini, precisando che in quell’occasione si parlò soltanto di questioni architettoniche. Ha inoltre raccontato che la figlia era “fisicamente provata” dopo la sospensione del contratto con Mediaset e che, a un certo punto, “si è scocciata e ha chiesto una ricompensa al presidente”, stanca di ricevere un contributo mensile senza svolgere attività. La prossima udienza è fissata per il 15 aprile, quando è previsto l’esame dell’imputata.

L'articolo Il “milione” chiesto a Berlusconi, processo a Monza a Giovanna Rigato: slittano le testimonianze di Ruby e Barbara Guerra proviene da Il Fatto Quotidiano.

Читайте на сайте