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L’Ue impone nuove sanzioni all’Iran, ma dimentica l’attacco di Usa e Israele e i crimini a Gaza

Mentre chiede una de-escalation rapida del nuovo conflitto mediorientale scatenato dall’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, l’Unione europea, già finita sotto accusa per l’appoggio esplicito all’azione di Washington e Tel Aviv, aumenta la pressione su Teheran. Con un post su X, l’Alta rappresentante per la Politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha annunciato che altri 19 soggetti o entità iraniane verranno colpite dalle sanzioni europee: “L’Ue continua a chiedere conto all’Iran – ha scritto – Oggi gli ambasciatori degli Stati membri dell’Ue hanno approvato nuove sanzioni nei confronti di 19 funzionari e entità del regime responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Mentre la guerra in Iran continua, l’Ue proteggerà i propri interessi e perseguirà i responsabili della repressione interna. Inoltre invia un messaggio a Teheran, il futuro dell’Iran non può essere costruito sulla repressione“.

Un’azione che mostra nuovamente il doppio standard europeo quando si tratta di imporre sanzioni. Bruxelles, con Kallas in testa, non ha tentennato, se non per l’ostruzionismo dell’Ungheria di Viktor Orbán, nel colpire la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Per Mosca è in fase di approvazione il ventesimo pacchetto di sanzioni per la sua aggressione deliberata a un Paese sovrano. Ma quando ad aggredire senza motivazioni sostenute da prove concrete, come hanno rivelato sia gli ispettori dell’Agenzia Atomica sia i funzionari del Pentagono, sono stati Israele e gli Stati Uniti, dai palazzi belgi è arrivato solo un imbarazzato silenzio, alternato a timidi tentativi di giustificare un’operazione militare che ha destabilizzato tutto il Medio Oriente.

Le nuove sanzioni imposte a Teheran fanno parte di un processo che va avanti da anni, per la violenta repressione durante le proteste di piazza nel Paese e per l’arricchimento dell’uranio oltre i limiti dell’accordo sul nucleare del 2015 stracciato, però, dal presidente americano Donald Trump. Ma la stessa fermezza non è stata usata, ad esempio, quando evidenze di violazioni dei diritti umani sono emerse dalle prigioni di Tel Aviv o da parte delle Forze di Difesa israeliane a Gaza e in Cisgiordania, oppure quando la Corte Penale Internazionale ha deciso di spiccare un mandato d’arresto nei confronti dei vertici del governo Netanyahu per crimini di guerra e contro l’umanità nella Striscia.

Per tutti questi motivi, dall’Iran si sono levate le proteste del governo. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha definito le misure “assurde“, “immorali” e “totalmente illegali“, mirate a punire l’Iran per aver esercitato il “diritto all’autodifesa” ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e per la resistenza alla “aggressione” da parte degli Stati Uniti e di Israele.

L'articolo L’Ue impone nuove sanzioni all’Iran, ma dimentica l’attacco di Usa e Israele e i crimini a Gaza proviene da Il Fatto Quotidiano.

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