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“Tra guerra e Gaza e referendum la Costituzione è malata e per aiutarla votiamo no”: videoracconto del corteo di Roma

Migliaia di persone hanno sfilato nel centro di Roma per dire il “no sociale” al referendum sulla riforma costituzionale del 22 e 23 marzo, per dire no alla guerra e al governo Meloni. Il corteo, organizzato dal sindacato Usb, da Potere al Popolo, dai movimenti studenteschi come Cambiare Rotta e Osa, è partito da piazza della Repubblica intorno alle 15 e ha raggiunto piazza San Giovanni. “Intanto diciamo no al referendum che ci sarà fra una settimana – dichiara Guido Lutrario, dell’esecutivo nazionale Usb – diciamo anche no alla guerra, soprattutto perché c’è di fatto un sostegno politico, non c’è una condanna esplicita, il governo ha un atteggiamento complice nei confronti del conflitto”.

Durante il corteo sono stati bruciati dei cartelli raffiguranti Giorgia Meloni che tiene al guinzaglio il ministro della Giustizia Carlo Nordio, oltre che delle foto di Netanyahu, di Trump e della bandiera statunitense. In piazza anche una barella con l’impersonificazione “malata” della Costituzione, circondata da finti medici. “La Costituzione è molto fiacca – racconta una delle organizzatrici della rappresentazione – abbiamo il virus del fascismo, la febbre del capitalismo e quindi per salvarla andremo a votare no”.

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