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Giro di Catalogna 2026: il percorso e le 7 tappe ai raggi X. Si decide tutto nel circuito di Barcellona?

Le emozioni di una vibrante Milano-Sanremo sono ancora negli occhi degli appassionati ma il calendario non concede pause ed è già tempo di voltare pagina. Prende il via domani e si conclude domenica 29 marzo la Volta Catalunya, tradizionale appuntamento della prima parte dell’anno.

La storica gara, giunta all’edizione numero 105, prende il via da  Sant Feliu de Guíxols e si conclude a Barcellona dopo aver percorso 1081,1 chilometri. Tre tappe movimentate e altrettanti arrivi in salita scandiranno il percorso su cui i corridori si sfideranno per decidere chi iscriverà il proprio nome nell’albo d’oro dopo quello di Primoz Roglic, vincitore dello scorso anno davanti agli spagnoli Juan Ayuso ed Enric Mas.

IL PERCORSO E LE TAPPE DELLA VOLTA CATALUNYA 

Lunedì 23 marzo, prima tappa:  Sant Feliu de Guíxols- Sant Feliu de Guíxols (172,6 km)

La corsa inizia con il tradizionale appuntamento di Sant Feliu de Guíxols. Quest’anno gli atleti affronteranno 2129 metri di dislivello, concentrati per buona parte nella prima metà. A pochi chilometri dal via ci sarà da affrontare l’Alt de Romanyà (4,4 km al 3,8%), possibile trampolino di lancio per le prime fughe. Al km 60,4, inizierà l’ascesa all’Alt de Sant Hillari (14,5 km al 3%), lunga ma senz’altro pedalabile. Dopo lo scollinamento si affronterà una lunga discesa che riporterà la carovana su strade con vista mare. L’ultima parte propone qualche saliscendi dalle pendenze non significative: sembrerebbe tutto pronto per una volata.

Martedì 24 marzo, seconda tappa: Figueres-Banyoles (167,4 km)

Il dislivello è di poco superiore ai 2000 metri. In avvio ci sarà l’Alt del Purgatori (1,7 km al 5%): da quel punto e per i successivi cento chilometri il tracciato continuerà ad essere ondulato, anche se senza particolari asperità. A una cinquantina di chilometri dall’arrivo, poi, si salirà in maniera prolungata e un po’ più rilevante verso Olot, sede del terzo sprint intermedio di giornata. Con poco meno di 30 km ancora da percorrere, le salite finiranno e i corridori si dirigeranno verso l’arrivo affrontando una strada in discesa, salvo qualche isolato e breve contrappunto.

Mercoledì 25 marzo, terza tappa: Mont-roig Del Camp- Vila-seca (159,5 km)

Frazione con un dislivello superiore ai duemila metri. Nelle fasi iniziali il gruppo affronterà l’Alt de la Mussara (7,2 km al 5,9%). Una breve discesa farà poi da preludio per il Col de Capafons (4 km al 4,8%), altra difficoltà che potrà causare qualche movimento. Seguiranno poi un tratto in quota e una lunga, ma dolce, discesa. La parte centrale della tappa sarà caratterizzata dal Coll Roig (3,8 km al 4,7%), la cui ascesa verrà completata a poco più di 45 km dal traguardo. Da lì in poi il percorso sarà tutto a scendere, passando per il traguardo volante di Reus e concludendosi all’arrivo di Vila-Seca.

Giovedì 26 marzo, quarta tappa: Matarò-Vallter (173 km)

Si arriva in salita, oltre i duemila metri di altitudine, al termine di una giornata che propone diverse difficoltà. Dopo pochi chilometri di gara ci sarà il Coll de Parpers (3 km al 5%), seguito dal secondo Gpm, quello dell’Alt de Sant Feliu de Codines (9,8 km al 4%). Da lì in poi sarà tutto un lungo saliscendi, punteggiato da due sprint intermedi, quello di Olost e quello di Sant Joan de les Abadesses. Proprio nei pressi di questo traguardo volante la strada verso l’arrivo inizierà a salire, in maniera più evidente: l’ascesa conclusiva misura ufficialmente 11,8 chilometri e ha una pendenza media del 7,6 per cento.

Venerdì 27 marzo, quinta tappa: La Seu d’Urgell – La Molina  (155,3 km)

Giornata cruciale con un’impegnativa tappa di montagna che propone ben cinque salite. I ciclisti iniziano le loro fatiche con il Port Colldornat (15,3 km al 4,9%), la cui cima sarà già oltre i mille metri di altitudine. Una breve discesa porterà i corridori verso la cima del Coll de Josa, 4,7 km con pendenza media del 5 per cento. Seguirà un tratto di discesa abbastanza irregolare, che porterà la corsa ai piedi del terzo Gpm di giornata, il Coll de Fumanya (6,7 km al 7%). La conseguente discesa sarà molto secca e porterà i corridori alle pendici della Collada Sobirana (7,1 km al 6,5%). Altra discesa, altro breve tratto di relativo respiro e si arriverà al Coll de Pal, salita lunghissima (18,9 km), con pendenza media del 7 per cento e con quota finale che valica i 2000 metri.

Sabato 28 marzo, sesta tappa: Berga-Queralt (158,2 km)

Si entra nel momento decisivo con poco più di 4000 metri di dislivello. I primi cinquanta chilometri saranno in leggera ma costante salita e porteranno ai piedi del Coll de la Batallola (11,7 km al 3%). Terminata questa salita, ci sarà da affrontare una sezione di circa 20 chilometri in dolce discesa, prima del Coll de Pradell (15,1 km al 6,5%): l’ascesa presenterà punte in doppia cifra. A quel punto saremo oltre la boa di metà gara e ci sarà da affrontare un lungo tratto di discesa secca. Si entrerà negli ultimi trenta chilometri per scalare la Collada de Sant Isidre (5 km all’8,4%,), ascesa che presenta anche punte al 15 per cento. Subito dopo il traguardo volante di Berga, inizierà l’erta conclusiva, che porta a Queralt e che è caratterizzata da una pendenza media del 7,3 per cento nell’arco dei suoi 5800 metri totali.

Domenica 29 marzo, settima tappa: Barcelona-Barcelona (95,1 km)

L’ultima tappa propone il finale disegnato nel territorio cittadino e nel circondario di Barcelona. Il chilometraggio ridotto prevede un tratto tranquillo e pianeggiante di circa 40 chilometri e, a seguire, l’ingresso nel circuito finale. L’anello misura complessivamente 7,8 chilometri ed è caratterizzato soprattutto dall’ascesa all’Alt del Castell de Montjuïc (2,5 km al 4,6% con punte del 19%), che andrà ripetuta per sette volte (e ognuna di queste varrà per la classifica dei Gpm). L’ultimo passaggio in cima avverrà quando alla fine mancheranno poco più di cinque chilometri alla conclusione di una Volta a Catalunya movimentata e decisamente esigente.

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