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ATP Miami: Sinner può superare Alcaraz al n. 1, ma quando?

È stata una grossa sorpresa. Sebastian Korda ha giocato un gran match per battere il numero 1 del mondo Carlos Alcaraz in giornata tutt’altro che storta, rimediando pure al blackout del finale di secondo set. C’è naturalmente tempo prima di inserire Sebi nella sempre più lunga lista dei presunti o potenziali candidati al ruolo di “terzo incomodo”, colui destinato a inserirsi nel dualismo Sinner-Alcaraz. E possiamo pure rimandare la stesura degli epitaffi sulla stagione di Carlos, anche se ormai ha perso addirittura metà dei tornei a cui finora ha partecipato – il campione dell’Australian Open, titolo con cui ha completato a 22 anni il Career Grand Slam, non alza un trofeo da un mese, Doha, un ATP 500.

Tutto questo in pausa, perché adesso è il momento di guardare alla vetta del ranking, vale a dire alla possibilità per Jannik Sinner di riprendersela. Il momento per noi, perché siamo moderatamente sicuri che il Rosso di Sesto tenda piuttosto a concentrarsi sul suo prossimo match al Miami Open, quello che mercoledì, non prima della mezzanotte italiana, lo vedrà opposto a Corentin Moutet per avanzare agli ottavi di finale.

Alcaraz e Sinner, la situazione

Mancano tre settimane ad Alcaraz per pareggiare le 66 di Jannik come primo tennista del mondo. Come tutti sanno, un anno fa Jannik era fermo per la squalifica concordata con la WADA, quindi non ha punti da difendere fino a Roma. Lui e Alcaraz sono arrivati a Miami separati da 2.150 punti. Anche Carlos non aveva granché da difendere dopo la sconfitta all’esordio di un anno fa subita contro Goffin, ma certo non si aspettava di aumentare il proprio bottino in misura così magra. La classifica live lo vede quindi a 13.590 punti, vale a dire con i 50 punti del terzo turno meno i 10 del 2025. Jannik è invece a quota 11.450, a meno 2.140 dal rivale.

Già a Monte Carlo?

Sinner è a Miami per mettere in bacheca un’altra coppa identica a quella vinta nel 2024 e ora è il primo favorito (non solo) secondo il seeding. Avversari e tutto quanto permettendo, riuscendo nell’impresa lascerebbe la Florida con 12.400 punti. L’anno scorso Alcaraz ha vinto il Rolex Monte-Carlo Masters, quindi il prossimo 13 aprile gli usciranno i relativi 1.000 punti, ritrovandosi a quota 12.590, cioè ad appena 190 punti sopra l’azzurro.

Considerando che il finalista dei Masters 1000 incassa 650 punti, il trionfo di Sinner nel Principato gli varrebbe il primo posto nel ranking a prescindere dal risultato ottenuto dallo spagnolo. Se Carlos perdesse in finale, arriverebbe a 13.240 contro i 13.400 di Jannik. E quei 190 punti gli garantirebbero il sorpasso anche con la sconfitta in semifinale o in finale purché Alcaraz si fermi almeno al turno precedente.

E se non succede a Monte Carlo?

Qui fare delle ipotesi diventa complicato per le troppe variabili, quindi ci limitiamo a ricordare chi difende quanto nello swing su terra battuta dopo il “Mille” monegasco. La scorsa stagione, Alcaraz ha fatto finale a Barcellona, rinunciato a Madrid per recuperare dal problema fisico patito in Catalogna, vinto Roma e il Roland Garros: 3.330 punti.

Come detto, nel 2025 Jannik è rientrato agli Internazionali d’Italia con la finale, stesso risultato raggiunto poi a Parigi: 1.950 punti, quindi milletrecentottanta in meno da difendere tra la fine di Monte Carlo e l’inizio della stagione su erba. Ma partiamo con Moutet, che non sarà Korda ma non ci si può “fidare” di nessuno, perfino del presunto scomparso (pure prima di arrivare) Shevchenko, il quale, con quel dritto che ci ricorda un giovane Thiem, ha eliminato Ben Shelton.

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