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Alia Bitonci: “Dobbiamo resettare dopo il Mondiale. Andare all’estero non può essere l’unica strada per crescere”

Nell’ultima puntata di Talent Zone, il programma in onda sul canale YouTube di OA Sport e presentato da Sofia Giulia Altavilla, si è parlato di rugby, visto che l’ospite è stata Alia Bitonci, mediano di mischia della nazionale femminile. Una chiacchierata sul mondo del rugby in generale e anche sulle prospettive di una Italia che vuole ripartire dal Sei Nazioni dopo l’amarezza dell’ultimo Mondiale.

Un momento magico per l’Italia nel rugby, soprattutto anche dopo la vittoria della nazionale maschile contro l’Inghilterra. Uno sport che dà sempre grandi emozioni: “Riesco sempre a percepire quel senso di fraternità. Si porta in campo qualcosa in più della prestazione, ma dei valori. Questa cosa riesco a vederla negli occhi dei giocatori, nella loro volontà. Poi quando vedi una squadra come l’Italia, che aveva voglia di giocare, di lottare insieme, di scrivere una pagina di storia, le emozioni si vivono, si percepiscono, si sentono e vanno oltre alla sola prestazione. Nel rugby poi mi piace un sacco perchè ci sono tante abilità che devi avere, perchè non si corre solo, si placca, si salta, si vedono gli atleti fare tante cose, essere forti, reattivi ed elastici“.

Un anno fa l’esordio con la nazionale maggiore: “Sicuramente è stato un anno molto impegnativo. C’è un po’ di rammarico per come è andata la Coppa del Mondo e a volte preferisco non pensarci. Però alla fine sono contenta di come sia andato”.

Le emozioni di una Coppa del Mondo che non è finita nel modo sperato: “Dopo la sconfitta con il Sudafrica mi sono sentita quasi svuotata per tutte le emozioni che ho vissuto. Poi la delusione è stata un po’ accantonata, perché comunque c’era un’altra partita con il Brasile e ho avuto la possibilità di giocare da titolare. In quel mese e mezzo abbiamo vissuto quasi come in una bolla e quando torni a casa è sempre complicato ritornare alla vita normale, proprio come accade con il Sei Nazioni. Ripensando al Mondiale, con i ‘se e con i ma’ non si può fare tanto, ma ora bisogna solo pensare ai prossimi appuntamenti, partendo già dal prossimo Sei Nazioni”.

Che tipo di giocatrice si sente dentro e fuori dal campo: “Sicuramente come persona e atleta sono molto determinata e precisa. Questo mi porta ad essere maniacale e ad arrabbiarmi se le cose non vanno come vorrei. Come compagna di squadra penso di essere piacevole, penso di avere anche sviluppato una certa leadership, visto il mio ruolo di mediano di mischia”.

La possibilità di un’esperienza all’estero:Chiaramente è un’esperienza che vorrei fare. Non solo per il rugby, ma anche personale per provare a vivere all’estero. Vorrei cercare un campionato ed un bacino più importante. No so se succederà nell’immediato o fra un po’. Spero che la Federazione cerchi di risolvere la questione italiana, anche perché andare all’estero non deve essere l’unica possibilità per noi giocatrici per crescere e migliorare”. 

Obiettivi futuri soprattutto in vista del Sei Nazioni: “Vogliamo ripartire con il piede giusto. Siamo anche all’inizio di un nuovo ciclo. Spero poi di giocare il maggior numero di partite possibili e magari anche da titolare. Dobbiamo resettare dopo il Mondiale e ricominciare“.

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