David Goffin annuncia il ritiro: il 2026 sarà il suo ultimo anno nel Tour
Stan Wawrinka, Gael Monfils e ora anche David Goffin. Se i primi due avevano già rivelato che il 2026 sarebbe stato il loro ultimo anno nel circuito, anche il 35enne belga ha da poco deciso che questa sarà la stagione che chiuderà la sua carriera. “Tutti questi anni ai massimi livelli hanno presentato il conto al mio corpo”, ha spiegato l’attuale numero 157 al mondo sui suoi profili social. “L’infortunio al ginocchio ha avuto un ruolo decisivo nella mia decisione di smettere”.
Difatti, se nel 2013 il belga si era operato al polso sinistro ma nel 2014 era riuscito a tornare a un ottimo livello – tanto che quell’anno vinse il premio come Comeback Player of the Year -, l’infortunio al ginocchio sinistro lo ha invece accompagnato quasi sempre negli ultimi anni, nei quali talvolta è stato costretto a rimanere fermo ai box per svariate settimane per recuperare da questi dolori cronici.
“Alcune decisioni rimangono con te per molto tempo”, ha affermato Goffin in un video pubblicato sul suo profilo Instagram. “Ho dato tutto per questo sport e il tennis mi ha dato più di quanto potessi mai immaginare. I match, le battaglie, le vittorie, le sconfitte, le emozioni, le persone che hanno vissuto tutto ciò insieme a me. È questo il motivo per cui questa è la decisione più difficile che io abbia mai preso. Questa sarà la mia ultima stagione”.
La carriera: il primo exploit, le Finals 2017 e i risultati Slam
Il viaggio di David all’interno del tennis professionistico è iniziato nell’ormai lontano 2009. Al Roland Garros, nel 2012, è stata la prima volta che Goffin si è fatto conoscere al grande pubblico. In qualità di lucky loser il belga si è spinto sino agli ottavi di finale; qui, dopo aver strappato il primo set alla leggenda Roger Federer, si è arreso in quattro parziali. A fine torneo è però entrato per la prima volta in top 100. Qualche tempo dopo ha persino rotto la barriera della top 10, diventando il primo tennista belga della storia (nel circuito maschile) a tagliare questo traguardo.
Complessivamente, Goffin vanta sei titoli in carriera nel circuito maggiore: cinque ATP 250 e un ATP 500 (Tokyo 2017). Ha poi perso altre nove finali, tra cui quella del 1000 di Cincinnati 2019 contro Daniil Medvedev, ma soprattutto quella alle ATP Finals 2017. Quell’anno, a Londra, David giocò forse il miglior tennis della sua carriera. Batté Dominic Thiem, Rafael Nadal e Roger Federer – al tempo tutti e tre dentro la top 5 – e venne fermato solamente da Grigor Dimitrov, in tre set, all’ultimo atto, dopo che il bulgaro lo aveva già sconfitto nei gironi (ma in maniera molto più netta).
Quel risultato regalò a Goffin il best ranking di numero 7 al mondo. Di lì a poco il belga perse anche la sua seconda finale di Coppa Davis con la sua Nazionale, dopo l’ultimo atto amaro del 2015. Negli anni David è riuscito a battere 21 volte un tennista tra i primi 10 del mondo (su 82 sfide disputate) e ben 11 di questi successi sono arrivati ai danni di giocatori top 5. A livello Slam Goffin non è però mai riuscito a spingersi sino alle semifinali. In quattro occasioni il belga si è qualificato per il turno dei migliori otto in un Major: al Roland Garros 2016, all’Australian Open 2017, e a Wimbledon 2019 e 2022 (in quest’ultimo quarto perse contro Cameron Norrie dopo essere stato avanti 2 set a 1).
Le doti naturali e l’ultimo periodo
“Sono stato subito portato per il tennis”, raccontava Goffin nel lontano 2017 a seguito dei suoi migliori successi. “Soprattutto, avevo quello che si chiama ‘occhio’, ovvero la capacità di leggere bene le traiettorie della palla e di anticiparle. Ho avuto subito un’ottima coordinazione e velocità nei movimenti. E quella non mi ha mai abbandonato. Penso di poterlo definire un dono. Dopodiché, è qualcosa su cui bisogna anche lavorare. Il fatto che anche all’epoca fossi minuto (180 cm per 70 kg, ndr) in rapporto ai ragazzi della mia categoria mi ha spinto a sviluppare questo, che è stato il mio punto di forza. Non potevo giocarmela sulla forza fisica, dovevo trovare altre soluzioni”.
La carriera di Goffin è stata quindi costruita sul cercare di sfruttare al meglio le sue doti naturali. Non l’altezza, non l’esplosività e nemmeno la prestanza fisica. Piuttosto, l’anticipazione motoria, la velocità e l’intelligenza tattica. Queste caratteristiche hanno regalato gioie a David anche nelle ultime stagioni. Un anno fa, di questi tempi, il belga batteva Carlos Alcaraz – con il quale è avanti 2-1 nei testa a testa – a Miami e dichiarava: “Mi sento bene, dalla metà dello scorso anno mi sono ritrovato. Quest’anno compirò 35 anni. Non so quanto ancora potrò giocare, ma ci proverò per un altro paio d’anni se continuo così”.
Purtroppo, però, complice anche l’infortunio al piede patito a Madrid, Goffin non ha potuto trovare continuità nel 2025, anno nel quale è stato comunque in grado di tornare tra i primi 50 del mondo ad aprile. L’ultima sua vittoria in un tabellone principale del circuito maggiore risale allo scorso ottobre, quando a Shanghai ebbe la meglio sul rientrante Ben Shelton (n.6 al mondo quella settimana) nel torneo che un anno prima lo aveva visto raggiungere i quarti di finale con tanto di vittoria su Sascha Zverev. Dall’affermazione sul mancino americano David ha raccolto solamente 2 vittorie a fronte di 9 sconfitte e nel 2026 è ancora a secco di successi (0-4). Ora però, consapevole che questa sarà la sua ultima stagione, si godrà senz’altro un ultimo giro sulla giostra.