Baba Sissoko e Antonello Salis, furore d’autore
Baba Sissoko entra nel proscenio del Teatro Studio con il suo boubou multicolore e un drappo bianco che gli ferma i dreadlocks. Tiene ad altezza bocca le lamelle di una m’bira, alcune le pizzica, su altre ha appoggiato un piccolo aerofono e vi soffia dentro come fosse un kazoo…Il suono che ne viene fuori è insieme selvaggio e ipnotico, una sorta di grido metallico supportato da un groove saltellante. A questo manovrìo si aggiunge poco dopo il pianoforte di Antonello … Continua
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