Dall’idillio senza presa alla metamorfosi
Per il periodo su cui posso testimoniare, fra iscrizione e radiazione (1958-1966), il Pci era un partito dove si poteva discutere liberamente e si imparavano un sacco di cose, dove erano legittime diversità di opinione che assomigliavano a correnti fluide (non organizzate) e fuori del quale, fuori a sinistra intendo, non esisteva oppure appena cominciava a esistere uno spazio alternativo di riflessione e di azione politica. Certo, sussistevano al suo esterno gli anarchici e formazioni residuali del dibattito della III … Continua
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