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Muore a 46 anni schiacciato dalla gru, titolare dell'azienda e responsabile della sicurezza rinviati a giudizio

MANIAGO. Infortunio mortale sul lavoro a Maniago, rinviati a giudizio per omicidio colposo titolare e responsabile del servizio prevenzione e protezione, nonché l’azienda per la responsabilità amministrativa.

L’operaio esperto Nevio Bruna morì a 46 anni il 15 aprile 2019 all’interno della ditta Fratelli Norio di Maniago, schiacciato da una gru con la quale avrebbe dovuto sollevare un manufatto in acciaio per trasferirlo sul piano di lavorazione. È il primo infortunio occorso nell’azienda in cinquant’anni di attività (la Fratelli Norio è stata fondata nel 1959).

Il braccio meccanico è rovinato addosso all’operaio, mentre il semilavorato che avrebbe dovuto sollevare non si è mosso. Nessuno ha assistito all’incidente.

All’esito della consulenza tecnica disposta dal pm Federico Facchin, l’accusa ha contestato che il macchinario non era stato ancorato al pavimento (si tratta di una gru mobile, con certificazione Ce).

Comincerà il 23 settembre dinanzi al giudice monocratico Iuri De Biasi il processo nei confronti di Corrado e Michele Norio (rispettivamente titolare e rspp, entrambi difesi dall’avvocato Antonio Malattia) e dell’azienda Fratelli (assistita dall’avvocato Bruno Malattia).

Ieri in udienza preliminare, dinanzi al gup Giorgio Cozzarini, si sono costituiti parte civile nei confronti di Corrado e Michele Norio i familiari della vittima, alcuni con l’avvocato Omar Bottaro del foro di Padova, altri con l’avvocato Lisa Vidal.

A chiedere il processo è stata anche la difesa degli indagati. «Riteniamo che il dibattimento sia la sede più appropriata per approfondire l’accaduto e dimostrare le ragioni per le quali gli imputati sono estranei alle ipotesi contestate», ha evidenziato l’avvocato Antonio Malattia.

L’avvocato Bruno Malattia ha chiesto l’estromissione dell’azienda, ritenendo evidente che l’ipotesi di reato non è stata commessa a vantaggio della società, visto che l’adeguamento del macchinario richiesto dall’azienda sanitaria dopo i rilievi (l’aggiunta di una piastra per appesantire la base della gru) ha comportato una spesa di 200 euro.

La difesa ha ricordato che il consulente del pm ha escluso che il braccio meccanico si sia rovesciato perché era stato caricato troppo: il macchinario è dotato di un dispositivo di blocco automatico in caso di peso eccessivo, che funzionava regolarmente.

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