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Lavoratori in nero e non in regola con il permesso di soggiorno, chiusi due saloni di parrucchiere

UDINE. I controlli effettuati in questi giorni dai carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Udine nella zona di Borgo stazione, e mirati principalmente a verificare sia il rispetto della normativa in materia di lavoro, sia quella anti-Covid, sono finiti con due denunce a piede libero, nonché sanzioni e ammende per oltre diciassettemila euro contestate a due saloni di parrucchiere di quel quartiere per la presenza di due lavoratori “in nero” (uno in ciascun salone) e non in regola con il permesso di soggiorno e per la mancata revisione degli estintori.

Mentre in entrambe le attività erano state adottate tutte le cautele previste dalla legge per limitare la diffusione del virus: dai cartelli alla fornitura di gel, dall’uso delle mascherine alla registrazione delle presenze. Secondo quanto hanno potuto riscontrare gli stessi militari del Nucleo ispettorato del lavoro durante le ispezioni, almeno uno dei due lavoratori in questione in precedenza era stato assunto regolarmente dal titolare del salone, ma poi la pandemia ha fatto diminuire il lavoro e impedito il rinnovo del contratto.

Il lavoratore, dunque, si è ritrovato anche nell’impossibilità di ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno che nel frattempo era scaduto. Ora, sempre stando alla ricostruzione degli investigatori, l’imprenditore stava pensando di riassumerlo, ma è arrivato prima il controllo. L’attività dei due saloni (entrambi gestiti da cittadini stranieri) è stata sospesa e potrà riprendere non appena la situazione verrà regolarizzata.

Sono state elevate sanzioni amministrative per 11.920 euro e rilevate violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro (per gli estintori, come detto) con conseguenti ammende per euro 5.461 euro.

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