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Padova, Saia torna in campo con la Buona Destra

PADOVA. Nelle ultime due tornate elettorali è stato decisivo per eleggere il sindaco di Padova, prima Massimo Bitonci e poi Sergio Giordani. Anche se dal luglio scorso presiede il cda di Maap, il mercato agro-alimentare di corso Stati Uniti, Maurizio Saia non ha perso la passione per la politica e ora sta dando una mano per radicare anche a Padova la “Buona destra”, il movimento fondato da Filippo Rossi che ad ottobre diventerà un vero e proprio partito alternativo ai sovranismi.

«Il mio non è un vero ritorno alla politica», ha spiegato ieri Saia, «ma un contributo per dare vita ad una destra democratica e di buon senso di cui c’è grande bisogno in Italia come stiamo vedendo anche in questa crisi di governo».

Filippo Rossi, già ideologo di Gianfranco Fini in Futuro e Libertà, detesta la destra sovranista a trazione Salvini e Meloni. A ottobre, a Roma, si terrà l’assemblea costituente destinata a guardare al mondo di An e Forza Italia. In Veneto, a dargli una mano, c’è Maurizio Saia, già vicesindaco e parlamentare di Alleanza nazionale, che ha attraversato la storia della destra italiana e che ora si dice pronto a dare una mano. «Qui a Padova esistiamo da poco ma abbiamo già una trentina di iscritti», aggiunge il presidente del Maap, «e questo perché c’è tanta gente moderata e di buon senso che non si sente rappresentata dai partiti di destra di oggi».

Non può però sfuggire che se la Nuova destra, se verrà tenuta a battesimo ad ottobre, dopo poco dovrà anche affrontare le elezioni a Padova. Prima nel 2014 e poi nel 2017 Saia fu decisivo per spostare l’ago della bilancia la prima volta verso Bitonci e la seconda verso Giordani. «È evidente che per vincere a Padova servirà una coalizione moderata», sottolinea, «con Bitonci il problema fu personale non politico. Ad un certo punto decise di non rispettare più il programma con il quale erano state vinte le elezioni. Per cui ridarei certamente l’appoggio a Giordani».

Tuttavia Saia mette in guardia anche chi crede che tra un anno si potranno ripetere le condizioni del 2017. «All’epoca si formò una larghissima coalizione per un motivo specifico», aggiunge, «dubito però che tra un anno sarà la stessa cosa».

«Oggi più che mai bisogna lavorare per costruire una Buona Destra, una destra che sappia respingere le sirene di ogni populismo e voglia combattere un estremismo sovranista intriso di antivalori», ha spiegato Filippo Rossi. E se con Salvini la contrapposizione è chiara, su Zaia la posizione si fa più sfumata. «È un buon governatore che sta gestendo una fase decisamente complicata», ha aggiunto Saia.—


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