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Covid, il caso dei tamponi indeterminati: la macchina che processa i test restituisce molti esiti “debolmente positivi”

PORTOGRUARO. Tamponi debolmente positivi o indeterminati, continua le incertezza sui molecolari effettuati nel Veneto orientale e processati all’ospedale di Portogruaro. Emblematico il caso di una famiglia di San Donà – papà, mamma e due figli – chiusi in casa da quasi un mese a causa di questa incertezza negli esiti dei tamponi molecolari. Si sono sfogati: «Dopo ripetuti tamponi non sappiamo ancora quando avremo l’esito, tra debolmente positivi e indefiniti. A un anno dalla pandemia siamo ancora a questo punto».

Questa nuova ondata ha creato molti problemi anche nei rapporti con i medici di base, sommersi dalle telefonate, i tempi dei tracciamenti e dei tamponi. E tornano i decessi, con il dolore e la rabbia dei parenti. Ma adesso sono i tamponi “indeterminati”o “debolmente positivi” che stanno facendo discutere.

Sono complessivamente 1.571 gli attuali positivi nei 21 comuni dell’Usl, con 136 nuovi contagiati in un giorno. I ricoveri sono saliti a 46 nel reparto di malattie infettive al Covid Hospital di Jesolo, cui vanno aggiunti i 9 in Terapia intensiva ed è pronta la quarta sezione covid. San Donà registra 229 positivi, 227 a Portogruaro, 201 a Jesolo, 143 a Fossalta di Portogruaro, ma molti di questi sono appunto indeterminati o debolmente positivi.

Il via libera ad AstraZeneca consente di ripartire subito con cinquemila dosi a disposizione. Somministrate già 2014 dosi, per lo più al personale scolastico. Tra Pfizer e, in minima parte, e Moderna, ci sono altre tremila dosi per le vaccinazioni della classe 1939 e 1938, con la collaborazione dei Comuni che hanno messo a disposizione i volontari della protezione civile per il recapito delle lettere con gli appuntamenti. Martedì al PalaInvent di Jesolo lido, e al centro vaccinale di Portogruaro, si parte con la vaccinazione della classe 1937. Presto saranno reclutati i medici di base del territorio per le vaccinazioni, come è stato fatto ieri a Mira. Hanno aderito in 140 e potranno utilizzare gli ambulatori, strutture condivise tra colleghi o messe a disposizione dall’Usl. Sarà anche possibile effettuare vaccinazioni a domicilio. —

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