Udinese, contro la Lazio è mancata la velocità. Ma c'è la certezza di una squadra vera
UDINE. Peccato. Specie per quel che si è visto nel secondo tempo, per quell’assalto finale da squadra vera che non si vuole arrendere alla sconfitta, l’Udinese il pareggio l’avrebbe meritato.
E non crediamo siano le solite parole di circostanza dopo una sconfitta con una squadra più forte, che solo tre giorni prima aveva giocato (male) l’ottavo di finale di Champions con il Bayern Monaco.
E scrivere che è stata una sconfitta indolore in chiave classifica non è nemmeno corretto, perché l’Udinese si giocava tanto, sostanzialmente dopo tanti anni un vero posto al sole. Perché allora l’Udinese ha perso?
Primo: la Lazio è una squadra forte. Champions a parte, ha gioco e, soprattutto, con il trio Leiva, Luis Alberto e Milinkovic-Savic uno dei controcampo più forti del campionato. Tecnica e fisicità da paura, roba da grande.
Per questo forse Gotti ha buttato nella mischia Makengo, puntando sulla fisicità del giovane bianconero. Non è andata benissimo, è chiaro, perché nel primo tempo la Lazio proprio al centro ha giganteggiato creando i presupposti del vantaggio.
Niente di eccezionale, ma un dato di fatto: nove calci d’angolo battuti verso la porta di Musso, pressione evidente contro una difesa organizzatissima. È bastata una disattenzione alla destra di Musso per beccare un gol, ma già a fine primo tempo Reina ha negato il gol a Stryger-Larsen.
Cos’è è mancato all’Udinese nel primo tempo? Una parolina magica che aveva fatto la differenza nella splendida partita d’andata. Ricordate i “nanetti” che fecero a pezzi la retroguardia, non imperforabile se attaccata in velocità, di Inzaghi? Velocità.
Ma Pussetto è ai box, Forestieri lo era fino a sabato, Deulofeu lo è ancora e quindi le mosse là davanti erano obbligate. È bastato, però, a Gotti equilibrare in mezzo la reazione di talento arretrando Pereyra per cambiare le cose.
Oltre al tiro di Stryger-Larsen nella ripresa sono arrivati nell’ordine: il palo di Depaul, due occasioni del Nestorovski, quella di Okaka.
Insomma, l’Udinese le sue nitide occasioni le ha create. Perdere con la Lazio ci sta, è un gran peccato, ma non resta un pugno di mosche in mano, bensì la certezza di una squadra vera. Migliorabile, ci mancherebbe, ma vera. —
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