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Battisti: «Questo Mantova merita i playoff, sarà volata durissima»

MANTOVA. In vista delle ultime sette gare della stagione, in cui il Mantova si giocherà l’accesso agli spareggi per la serie B, il ds biancorosso Alessandro Battisti punta su un’Acm che vede «in crescita» e che può ambire a un futuro roseo «avendo una proprietà che è in grado di programmare, pur in tempi difficili come questi».

Direttore, a sette turni della fine che bilancio fa dell’annata biancorossa?

«Un bilancio indubbiamente positivo, perché 43 punti sono un bel bottino. Al di là di questo, la squadra è cresciuta e credo che la sfida con il Sudtirol possa essere la cartina di tornasole per rendersene conto. Parlo di quella gara, perché all’andata fu la mia prima col Mantova: non ci fu storia, mentre al ritorno ce la siamo giocata alla pari. Al di là del risultato, la prestazione è emblematica del percorso fatto dalla squadra».

L’impressione è però che si siano lasciati punti per strada: concorda?

«Non molto, nel senso che alla fine per me nel calcio certe cose si bilanciano. A volte avremmo meritato di più, altre magari ci è andata bene. Abbiamo avuto un periodo di flessione come tutte le squadre, in qualche altra circostanza abbiamo pagato gli infortuni... Se andiamo proprio nei dettagli, comunque, è vero che non siamo stati particolarmente fortunati negli episodi».

Come vede il Mantova nella volata playoff?

«Mancano sette partite con ben 21 punti in palio, ognuno dei quali diventa pesantissimo. Avremo scontri diretti e sfide con avversari che lottano per salvarsi, saranno tutte gare tiratissime. Dovremo essere bravi a continuare nella nostra crescita, ad alimentare l’entusiasmo e a mettere in campo una grande carica emotiva, oltre che ovviamente a mantenere gli equilibri e l’identità di gioco che ci contraddistinguono».

Ok, ma scommetterebbe sul Mantova ai playoff?

«Io non ho mai giocato nemmeno la schedina perché nei pronostici sono una frana - sorride -. Dico però che i ragazzi secondo me meriterebbero di centrare questo traguardo, così come l’allenatore, per l’impegno profuso e per la capacità di non mollare mai che hanno dimostrato».

In questo torneo c’è qualche singolo che l’ha stupita in positivo?

«Sarebbe scontato magari citare Guccione, Cheddira, Gerbaudo o altri che si sono messi più in luce, ma non mi va di parlare di singoli. Tutto il gruppo è cresciuto tanto e mi auguro che nell’ultima fase del campionato trovi modo di farlo vedere anche chi finora ha avuto meno spazio».

La crescita ha riguardato anche mister Troise?

«Sicuramente. Per Emanuele, che è al primo anno da allenatore dei “grandi” dopo i successi ottenuti nel vivaio del Bologna, questo è l’inizio di un percorso. E per come vive a 360 gradi la squadra e la sua professione, curando tutti i particolari e i dettagli, questo percorso sarà foriero di grandi soddisfazioni. La crescita della squadra è coincisa con la capacità sempre migliore dei ragazzi di assimilare le sue richieste».

Torniamo un attimo su di lei: a gennaio si poteva fare qualcosa di più sul mercato?

«A gennaio è stata fatta una scelta conservativa, perché la società crede in questo gruppo. Nel ritorno abbiamo fatto qualche punto in meno rispetto all’andata, ma il cammino del Mantova resta positivo e la crescita della squadra lo dimostra».

La prossima estate ci sarà ancora Battisti alla guida dell’area tecnica dell’Acm?

«Il mio contratto è in scadenza a giugno. Quando a novembre è arrivata la chiamata del Mantova ho pensato soltanto a dimostrare di essere all’altezza, non ad altro. A obiettivi raggiunti ci siederemo con la società a discutere. Sta di fatto che questa squadra è una buona base per costruire qualcosa di bello. E soprattutto è cruciale che ci sia una proprietà in grado di programmare il futuro: nel calcio è sempre una rarità, in questi tempi difficili lo è ancora di più. E Mantova ce l’ha». 

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