Scuole superiori aperte a luglio e agosto, l’idea dei presidi trevigiani per gli studenti
TREVISO. Scuole aperte d’estate con cinema, teatro, persino yoga? «Un’idea bellissima», osserva Renata Moretti, preside del Besta. Il riferimento è alla proposta del nuovo ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: animare le scuole, fra luglio e agosto, con laboratori a frequenza libera e legati alle materie più svariate, un’idea che fa il pieno di consensi tra gli istituti trevigiani, alcuni dei quali si stanno già organizzando.
Il nodo coincide con insegnanti e bidelli, che di norma dedicano quelle settimane alle ferie. Ma non ci sarà alcun obbligo e il progetto, che dovrebbe godere di appositi finanziamenti, potrebbe trovare comunque linfa con il sostegno delle associazioni di volontariato. Un’operazione che permetterebbe alle scuole di recuperare progetti finiti in soffitta o relegati al web per via della pandemia.
Cinema e teatro al besta
«Un’idea che mi piace, ma bisognerà vedere la disponibilità degli insegnanti», puntualizza la preside Moretti. Che però è già propensa a fornire spunti: «Penso al progetto di cinematografia con il Cinema Corso. Avevamo organizzato tutto per partire in autunno, la visione dei film alternata alle discussioni in classe. Poi la seconda ondata Covid ha spazzato via l’iniziativa. Altra idea: al Besta abbiamo una compagnia teatrale, coordinata da un paio di docenti. Da noi la tradizione era consolidata, ma dal pre-Covid non facciamo più spettacoli. Questa potrebbe essere l’occasione giusta per ricominciare. E perché non pensare a laboratori di scrittura creativa o leadership?».
Idee che servirebbero a rafforzare il gruppo classe, da un anno costretto a lunghi mesi di insegnamento digitale e aule convertite in schermi. «Per i ragazzi più demotivati, si potrebbe pensare a corsi legati alla concentrazione e meditazione», suggerisce Moretti, «E perché non inserire pure lo yoga? Iniziative finalizzate al benessere dei ragazzi, che possano supportarli nello studio. La pandemia ha avuto un impatto non trascurabile a livello psicologico: aumento dell’ansia, insonnia. Potrebbero essere occasioni per aiutarli a vivere meglio».
Laboratori al Da Vinci
Qualche suggerimento arriva pure da Mario Dalle Carbonare, dirigente del Da Vinci: «Laboratori di teatro e pittura, che siamo stati costretti a trasferire nel web. Penso al nostro orto botanico, le cui attività sono sospese con la zona rossa. L’unico dubbio è capire se l’idea si potrà mettere in pratica: come conciliarla con le ferie di docenti e bidelli?».
Mariarita Ventura, preside del Canova, fa la stessa osservazione: «Credo che iniziative simili possano essere molto utili in altre zone d’Italia, dove la priorità è togliere i ragazzi dalla strada. A me basterebbe riprendere le lezioni ordinarie il 1° settembre: sarebbe già un passo avanti importante sul solco del recupero degli apprendimenti».
Ma intanto ci sono colleghe che pensano già a laboratori cinematografici e teatrali, persino a sedute di yoga per ridare smalto a studenti demotivati dai lunghi mesi di Dad. —
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