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Ferrara. Nasce il sindacato degli operatori sanitari no vax

FERRARA. L’andamento della diffusione del virus nel Ferrarese mostra una situazione quasi invariata rispetto al bollettino precedente: non ci sono vittime e ricoveri, ma nemmeno guarigioni e, con sette nuovi contagi c’è dunque un lieve incremento dei casi positivi attivi. Nessuna variazione nemmeno nelle degenze Covid, con dieci pazienti a Cona (sempre due in Terapia Intensiva) e altrettanti tra il Delta e Cento, in pari misura.

I sette nuovi casi positivi sono stati rilevati su un totale di 77 tamponi refertati e quattro di loro presentano sintomi. I contagi sono stati individuati nei Comuni di Bondeno (1), Cento (3), Copparo (1) e Ferrara (2), e sono tutti da contatto sporadico, con un rientro dall’estero. È stato disposto un solo nuovo isolamento domiciliare, mentre ben 45 persone sono uscite dalla quarantena.

Vaccini

La campagna vaccinale intanto si sta avvicinando al traguardo delle 300mila somministrazione: al 19 giugno ne sono state eseguite 295.675 tra prime dosi (188.731) e richiami (106.944), e nella sola giornata di venerdì le vaccinazioni effettuate sono state 2.024, di cui 1.789 prime dosi e 234 richiami.

Ma questi sono anche i giorni della “stretta” delle aziende sanitarie agli operatori che ancora non si sono immunizzati o non hanno prenotato la vaccinazione, secondo quanto prescrive il decreto sull’obbligo vaccinale approvato il 1° aprile dal Consiglio nei Ministri.

Dall’ultimo report settimanale del Governo, aggiornato al 18 giugno, emerge inoltre che proprio l’Emilia Romagna risulta essere la regione con il maggior numero di operatori residenti che non hanno ancora ricevuto la prima dose: sono 14.390 su una platea 182.812 persone (tenendo però conto che i criteri di individuazione del “target” variano da Regione a Regione e possono comportare incrementi della platea vaccinale), pari al 7,87%; in termini percentuali le quote più alte, oltre l’11%, sono della Friuli Venezia Giulia e della Provincia autonoma di Trento. Nel Ferrarese hanno già ricevuto gli avvisi dalle aziende sanitarie 1.800 addetti non ancora vaccinati tra medici, infermieri e Oss: per gli inadempienti si profila il trasferimento ad altre mansioni che con comportino contatti interpersonali, in caso contrario è prevista la sospensione senza retribuzione.

Il sindacato

E l’imminente giro di vite sta già innescando le prime controreazioni. Nei giorni scorsi infatti è stata costituita la sezione ferrarese del sindacato Fisi (Federazione Itliana Sindacati Intercategoriali) del settore sanitario.

Si tratta di un sindacato nazionale che «intende tutelare la libertà dei propri iscritti in merito all’adesione alla campagna vaccinale prevista contro Covid 19 - si legge in una nota - ribadendo che tale scelta deve essere assolutamente libera e non soggetta a vincoli o coercizioni di sorta. Al sindacato possono aderire tutti i lavoratori della sanità pubblica e privata, dipendenti o convenzionati: infermieri, medici veterinari, farmacisti, soccorritori. Operatori Socio Sanitari, fisioterapisti osteopati, igienisti dentali». Il sindacato, che sta raccogliendo le adesioni nel Ferrarese «offre assicurazione professionale e tutela legale». —

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