Bimbo morto, si muove anche il Comune di Ferrara. «Caso sociale da portare in commissione»
FERRARA. Quanto c’è di imprevedibile, contingente, intimamente inafferrabile nella tragica vicenda del bimbo di un anno trovato morto giovedì scorso in una casa di Ferrara e della madre che attende l’interrogatorio in una stanza del reparto psichiatrico del Sant’Anna? E quanto invece di conosciuto, di acquisito, di pubblico e quindi noto a chi poteva o sarebbe dovuto intervenire per affrontare quello che si presenta anche come un caso sociale dai risvolti assolutamente problematici? Sono le domande immediatamente sorte subito dopo il rinvenimento del corpicino senza vita nell’alloggio tenuto, si è detto, «in stato di grave degrado» e che stanno acquisendo un peso specifico maggiore man mano che passano i giorni. L’altro lato della medaglia, sul quale hanno puntato gli occhi alcuni consiglieri comunali che già annunciano l’intenzione di voler approfondire in commissione l’analisi della vicenda.
Una questione aperta
Secondo il capogruppo del M5s e presidente della Commissione comunale Sanità e Politiche sociali, Tommaso Mantovani, «questo caso pone interrogativi seri che necessitano di risposte: riguardano le condizioni di vita della famiglia ma anche il futuro dei due fratellini del piccolo deceduto, tuttora nebuloso – afferma il consigliere – Un intervento dei servizi sociali poteva essere anticipato? Avrebbe potuto essere più incisivo di come è avvenuto? Si sarebbe potuto prevedere un istituto come l’affido per ridurre il carico di lavoro e responsabilità su una madre in difficoltà?». Mantovani invita a non filtrare la questione con lenti partitiche, «del tipo “finché governava l’altra coalizione l’operato dei servizi sociali, dell’Asp in particolare, era censurabile, ora invece deve essere difeso a spada tratta da chi governa la città”».
In ballo ci sono «i diritti dei minori» e anche, «stando a quanto si è letto nei giorni scorsi, un possibile “effetto Bibbiano” di ritorno, cioè una maggiore cautela dei servizi sociali nell’assumersi responsabilità e scelte che possono essere impattanti ma necessarie. La nuova direttrice dell’Asp dice che i servizi erano stati attivati e che non hanno notato situazioni di particolare gravità. Quella mamma però aveva accoltellato il marito non molto tempo fa. E viveva con tre minori. Oltre ai servizi sociali c’è il Tribunale dei minori ma anche il sindaco ha competenze in questo campo. Quella donna andava aiutata. Chi è intervenuto?».
Mantovani si dice disposto a convocare la Commissione Sanità «che ha però un’agenda con riunioni già fissate. Chiederemo se la questione potrà essere esaminata dalla Commissione Affidi». Alcide Mosso, il presidente, si dice «disponibile a ricevere la richiesta. L’ultima riunione è fissata per venerdì 25 giugno, sentirò dai consiglieri. Ma questo caso va certamente approfondito». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA