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In rosso Mantova Ambiente, aumento delle tariffe in vista

MANTOVA. Il piano economico finanziario di Mantova Ambiente, che si occupa della raccolta e trattamento dei rifiuti nei 49 Comuni soci, preoccupa i sindaci. Dopo anni di bilanci in positivo, per la prima volta i conti sono in rosso, di circa 400mila euro.

Effetto dell’aumento dei costi di smaltimento esterni cresciuti già da tre anni generando un disavanzo che fino a oggi, d’accordo con i sindaci, si era scelto di ripianare con le entrate derivanti da altre attività. Una manovra però non più possibile per l’entrata in vigore delle nuove regole di tariffazione imposte da Arera, l’Autorità dell’energia e delle reti. Costretti dalle nuove norme e decisi a mettere i Comuni di fronte alla realtà, i vertici di Mantova Ambiente hanno presentato a metà maggio le linee del nuovo Pef, il Piano economico finanziario dettagliato che ciascuno dei 49 Comuni, 47 dei quali mantovani, se non ci sarà un rinvio in zona Cesarini, dovrà approvare entro il mese in consiglio comunale.

Una situazione che ha creato non pochi mal di pancia nella schiera dei sindaci. Convinti che presentare ai propri cittadini aumenti delle tariffe rifiuti anche fino al 15% in un periodo dove la pandemia grava ancora sulle tasche di tanti, rischi di creare tensioni e malumori.

La scorsa settimana si è tenuta l’ultima delle riunioni che Mantova Ambiente ha voluto per affrontare il tema con i primi cittadini. Non tutti hanno accolto positivamente le indicazioni. E la discussione è per ora aperta. Mantova Ambiente e la capogruppo Tea hanno scelto la strada del massimo dialogo, memori della fronda che cinque anni fa fece uscire undici Comuni dalla società.

«Il riequilibrio della gestione è indifferibile – spiega l’amministratore delegato di Mantova Ambiente, Lorenzo Bagnacani – Mantova è un territorio virtuoso dove la raccolta differenziata sfiora il 90%. Ma una frazione dei rifiuti, come gli ingombranti o parte dell’indifferenziata, va smaltita in impianti esterni. Che in questi anni hanno raddoppiato o triplicato i costi».

Proprio per la delicatezza del tema, la società ha voluto fare i conti al centesimo per ogni Comune. «In alcuni casi la tariffa sarà invariata, in altri aumenterà di qualche punto percentuale e in alcuni casi anche di più» dice Bagnacani. Per i sindaci, si tratterebbe di aumenti che vanno dal 5 al 15%. Ma per effetto delle nuove norme, che escludono alcune utenze industriali, l’effetto per le famiglie sarebbe moltiplicato.

«I sindaci sapevano già dal 2018 dell’aumento dei costi di smaltimento – prosegue l’amministratore – ma si era scelto di rinviare i rincari, riequilibrando le perdite con altre entrate. Questo oggi non è più possibile. Ma siamo una società del territorio e continueremo a dialogare coi sindaci». Anche per il presidente Tea, società che detiene il 40% di Mantova Ambiente, c’è la disponibilità a trovare una soluzione. «Lo abbiamo già fatto negli anni scorsi – dice Massimiliano Ghizzi – oggi Arera ci impone di recuperare il disavanzo, ma il dialogo proseguirà. Ci auguriamo anche che possa arrivare una proroga al termine di fine giugno, così come stanno chiedendo tutte le multiutility in Italia».

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