La Radice, il giornalino del liceo scientifico che d’estate non si ferma
MANTOVA. Da un terreno così impervio, vittima di un anno cupo come quello appena passato, si fa spazio una radice, o meglio “La Radice” il nuovo giornalino d’istituto del liceo scientifico Belfiore. Anche se definirlo giornalino – l’edizione al momento è solo online – appare riduttivo, «perché è molto di più» dicono in coro i ragazzi. L’idea è nata da loro, in particolare da Aurora. «Questo progetto mi accompagnava da tempo, perché la mia scuola non aveva un giornale. Decisi di parlarne con Matilde. Poi ne abbiamo parlato con Andrea, poi con Chiara. E non ci siamo più fermati». È bastato il nullaosta della preside, la conferma dei rappresentati d’istituto e il sostegno del professor Marco Fanti, insegnante di italiano e latino, per far prendere forma in maniera definitiva al progetto. «Non ho potuto far altro che dire che era una buonissima idea, e che avevano tutto il mio supporto» ha spiegato Fanti.
Attualmente sono cinquanta i ragazzi che danno il loro contributo e adoperano energie e forze nella composizione degli articoli, nella scelta delle tematiche, nella realizzazione delle interviste e in tutto ciò che costella il nuovo giornale d’istituto. I ragazzi hanno inoltre deciso di dividersi i ruoli interni per evitare che i singoli risultino sovraccaricati da interrogazioni e impegni di redazione. Per farlo hanno trovato una soluzione pratica: due redazioni e due capiredattori, così da potersi turnare in caso di necessità. L’idea è quella di ruotare, e dare a tutti la possibilità di scrivere per il giornalino, perché, come viene sottolineato, La Radice si pone come «un giornale democratico», democrazia nelle scelte delle tematiche e nell’essere aperto a tutti, anche attraverso i social.
Per l’anno prossimo i ragazzi hanno due obiettivi: aumentare il numero di rubriche e temi proposti, e creare la versione cartacea del giornalino, da affiancare a quella online, per ampliare la circolazione e diventare meglio una “Radice”, epicentro di condivisione culturale, esperienze di vita, momenti e problematiche giovanili. In questi mesi estivi l’attività non si fermerà: i ragazzi, mossi da passione e tenacia, vogliono arrivare pronti per settembre. «A loro va un ringraziamento – dice il professor Fanti – un grazie per farsi valere e andare sempre avanti, anche nei momenti difficili e, in generale, nella vita. I ragazzi, proprio come in questa occasione, devono imparare a investire su loro stessi, sempre».Sofia Spagnoli