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Il “grazie” del vescovo ai padri Dehoniani durante la messa per San Luigi in Basilica

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE.Il vescovo Marco Busca ha ringraziato i padri Dehoniani che, dal 2001, si sono occupati della Basilica-Santuario di San Luigi. Lo ha fatto durante la messa dedicata al santo patrono mondiale della gioventù cattolica nel giorno in cui si ricorda la sua morte.

La festa di San Luigi, dunque, quest'anno acquista un significato ancora più speciale. La scelta delle autorità è di dedicare la festa alla meditazione e alla riflessione, e così la tradizionale giornata che vede anche la consegna delle borse di studio e della civica benemerenza viene divisa in due momenti. Lunedì 21 giugno, quello religioso, con una messa in Basilica; sabato, invece, all'Auditorium Gonzaga la consegna delle borse di studio e la civica benemerenza Luigi d'Oro, occasione nella quale ci sarà modo di salutare ancora una volta i padri Dehoniani che finiranno il loro magistero il 30 giugno.

Il vescovo, nella sua omelia, ha ricostruito il percorso che ha portato i Padri alla gestione della Basilica. «Dal 1608 al 1773 si occuparono della grande chiesa i Gesuiti; dal 1782 la gestione passò, per qualche anno, ai Servi di Maria; poi, fino al 2001, della chiesa dedicata al Santo si occupò il clero diocesano, sempre con una personalità castiglionese. L'ultima, come molti ricordano, fu mons. Rinaldo Dalboni, che accolse qui San Giovanni Paolo II nel 1991. Mons. Dalboni si occupò della Basilica dal 1947 al 2000, e poi iniziò il percorso dei Dehoniani che ringraziamo per quanto fatto e ai quali auguriamo, come ricorda il loro fondatore, di fare della “loro vita una messa continua”.

Nell’omelia, Busca ricorda la visita di San Giovanni Paolo II, che proprio in Basilica, trent'anni fa durante la sua visita nel Mantovano e a Castiglione, si fermò a pregare, incontrò il Rettore mons. Dalboni e l'ex sindaco, eroe di guerra, Enzo Boletti. Di quella storica visita il vescovo cita alcuni passaggi delle parole del Santo Padre per ricordare a tutti l'importanza di quella visita, oltre all'attenzione e alla devozione che San Giovanni Paolo II aveva per “il vostro concittadino, il santo diventato patrono mondiale della gioventù”.

Il cuore, però, dell'omelia sono i tre sentimenti che Busca vuole ricordare come centrali nell'insegnamento che San Luigi ha lasciato ai suoi fedeli. «La distanza, perché ha saputo farne un valore, ricordando a tutti che non contava la condizione sociale; la purezza delle intenzioni, perché San Luigi era un cuore puro. Non aveva doppi fini, doppia personalità e neppure doppi intenti. Il suo è sempre stato un agire coerente e lineare. Infine, il terzo sentimento è il Sentire con la Chiesa» ed è su questo passaggio, argomentato citando sant'Ignazio di Loyola, che Busca ricorda il lavoro svolto dai padri Dehoniani che vengono citati, oltre ad essere presenti sull'altare insieme a molti sacerdoti fra i quali il parroco, mons Gian Giacomo Sarzi Sartori e l'ex parroco don Giuliano Spagna.

In prima fila, a ribadire il forte legame fra Castiglione e il suo santo, il sindaco Enrico Volpi, il presidente del consiglio comunale Stefano Finadri, il comandante della Polizia Locale Antonio Carrassi, oltre agli assessori. Accanto alla Basilica, nella sala dedicata a Mons. Dalboni, molti fedeli hanno seguito la messa sul maxi schermo.

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