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Troppo caldo, malore per il vicesindaco di Pordenone alla festa dell’Anpi

AVIANO. Tanta gente in Piancavallo, alla festa Anpi con i partigiani Dino Candusso, Antonio Piasentin di San Vito, Mario Daneluz di Sacile, mentre Angelo Carnelutto ha inviato un discorso scritto.

Caldo e umidità, non li ha scoraggiati. Un calo di pressione ha costretto Eligio Grizzo, vicesindaco di Pordenone, al termine della cerimonia, a stendersi sull’erba, assistito da Gianluigi Rellini, cardiologo, esponente Aned, già sindaco di Aviano.

«L’incontro partigiano, con il momento commemorativo, si è trasformato in una festa della conoscenza della lotta di Liberazione, del contributo dato alla Resistenza da partigiani, civili e militari del Pordenonese. Duemila caduti hanno valso alla provincia di Pordenone la medaglia d’oro al valor militare». Con queste parole, pronunciate a braccio, il prefetto Domenico Lione ha concluso la festa partigiana che ha visto, con la presenza di amministratori e sindaci di Aviano, Budoia, Pordenone, Sacile, Caneva, San Vito, Maniago, Azzano Decimo e Fiume Veneto, quella dei rappresentanti Aned, dei Federalisti europei, con la giovane liceale Carole Palei, e delle tante sezioni Anpi.

Interventi del sindaco di Aviano, Ilario De Marco, sul sacrificio della popolazione a fianco della Resistenza, di Ivo Angelin, sindaco a Budoia sulle figure dei comandanti partigiani caduti (Pietro Maset “Maso”, Mario Modotti “Tribuno” e Giulio Quinto Contin “Richard”.

Eligio Grizzo, rivendicando il valore della provincia partigiana, ha concluso l’intervento con tre evviva: all’Italia, alla provincia e all’Anpi, sottolineati da applausi. Consensi per l’intervento di Gianluigi Rellini dell’Aned, per i canti del coro partigiano Anpi di Pordenone, diretto da Laura Scomparcini e per l’orazione del prefetto Lione. Con l’omaggio alla Resistenza, ha auspicato «che le nuove generazioni siano cresciute sempre in una scuola che insegni il rifiuto della violenza».

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