Samone, scienziato critica la biodinamica: senatore interroga due ministri
SAMONE. Signori ministri, questo scienziato ha i titoli giusti per scrivere dell’agricoltura biodinamica sul giornale IlFoglio? Ecco il nucleo dell’interrogazione che il senatore Saverio De Bonis, ex Movimento 5 Stelle ora nel Gruppo Misto, ha posto ai titolari dei dicasteri dell’Università e della Salute, Maria Cristina Messa e Roberto Speranza. Lo scienziato in questione è Enrico Bucci, che abita tutt’ora a Samone e ha diretto per due anni il Bioindustry Park di Colleretto Giacosa, con un dottorato in biochimica e biologia molecolare, un passato al Cnr di Napoli e un presente da ricercatore alla Temple university di Chicago. E, oltre ai numerosi articoli scritti su riviste e scientifiche, Bucci porta avanti da anni l’attività divulgativa: iniziata con il libro Cattivi scienziati nel 2015 ( da cui è nato un blog e una seconda edizione), e poi sulla sua pagina Facebook.
L’interrogazione
Un curriculum che evidentemente non ha impressionato De Bonis, che ha ritenuto opportuno chiedere ai ministri se un cittadino potesse scrivere o meno di agricoltura biodinamica su un giornale.
«In un articolo del primo giugno 2021 - scrive il senatore -, de Il Foglio, alla pagina dedicata alla scienza, c’è un articolo di Enrico Bucci che ha scritto a proposito della biodinamica, affermando che “I sostenitori del biodinamico sbandierano solide evidenze scientifiche che contraddicono la biochimica e sembrano proprio create ad arte dalla rete capillare della loro lobby”. Bucci, senza alcun evidente titolo di studi in materia, afferma che la biodinamica non ha delle basi scientifiche e muove critiche contro Carlo Triarico, storico della scienza, presidente dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica, vicepresidente di Federbio, direttore dell’istituto Apab, presidente di Agrifound, membro del comitato permanente ricerca in agricoltura biologica e biodinamica del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali».
Ma soprattutto, aggiunge, «l’agricoltura biodinamica deve essere considerata un’evoluzione di quella biologica, alla quale è assolutamente complementare, ma ha peculiarità e caratteristiche distintive».
Frase che ha suscitato un certo stupore visto che il biodinaminco, oltre ad essere distinto, è anche precedente cronologicamente al biologico e affonda le sue radici nelle teorie esoteriche di Rudolf Steiner, padre dell’antroposofia, pubblicate negli anni Venti, dopo la morte del pensatore, e contenute nel corso Impulsi scientifico-spirituali per il progresso dell'agricoltura.
Il patto per la scienza
Sull’argomento è intervenuto anche il Patto trasversale per la scienza, di cui Bucci fa parte, insieme a uomini di scienza del calibro di Roberto Burioni e Pierluigi Lo Palco. «Esprimiamo la massima solidarietà a Enrico Bucci - scrivono - e condividiamo i suoi sforzi sottolineando che l’agricoltura biodinamica non è un’evoluzione o una branca dell’agricoltura biologica, come si sostiene anche nell’atto depositato dal Senatore De Bonis, ma semmai una sua involuzione». Solidarietà espressa anche dal gruppo di Scienze e tecnologie per l’agricoltura (Seta).
«Il biologico - spiega Bucci - è nato dopo il biodinamnico, purificandone in qualche modo l’esoterismo. E in sé non è sbagliato avere una credenza, ognuno può credere quel che vuole sui corni ripieni di letame che si infilano nella terra, il problema è quando si vendono millantando delle proprietà che in realtà non hanno. La biodinamica può essere una religione, ma non si può far passare per scienza. Io posso benedire l’aratro prima di usarlo, altra cosa è venderlo dicendo che funziona».
Reazioni della comunità scientifica
Quello che ha fatto sobbalzare larga parte della comunità scientifica è l’equiparazione tra agricoltura biologica e biodinamica contenuta nel disegno di legge 998 approvato dal Senato con il solo voto contrario della senatrice a vita Elena Cattaneo, scienziata, che ha tenuto un discorso accorato sulla vicenda.
Sul merito si sono pronunciate anche l’Accademia dei Lincei che ha definito un «grave errore» quello della camera alta e ha definito l’agricoltura biodinamica basata «su insensate credenze esoterico/astrologiche che sembrano uscite da un trattato di stregoneria».
Mentre, i Georgofili e altre società scientifiche hanno spiegato di essere «consci del fatto che l’agricoltura biodinamica è una realtà economica. Riteniamo tuttavia che inserirla in una legge dello Stato equivalga a fornirle un avallo. Questo è per la comunità scientifica inaccettabile, soprattutto in un periodo in cui in tutto il mondo la scienza viene ascoltata con particolare attenzione dai decisori politici». E per questo ha chiesto lo stralcio di tre articoli dal Ddl.