Belluno, botte in piazza: sangue e danneggiamenti
BELLUNO. Botte e bottigliate. Sangue nella fontana dei giardini, davanti all’ingresso dell’Ascom e ai piedi di una panchina, sempre in piazza dei Martiri. Una rissa furibonda, nella notte tra sabato e domenica, nel salotto più elegante della città. Non è nemmeno la prima volta, ma rispetto ad altre zuffe, verso l’una è stato necessario chiudere il rubinetto e svuotare il vascone, oltre che chiamare anche i vigili del fuoco, ufficialmente per «lavaggio sede stradale». È quello che succede sempre, dopo un incidente tra autoveicoli che possono perdere carburante oppure olio. Sui sanpietrini, i cubetti di porfido del centro cittadino, c’era del sangue. E le tracce ci sono ancora, soprattutto sotto la famosa panca, che è stata anche girata verso via Sottocastello e perimetrata con la fettuccia biancorossa.
Un numero imprecisato di ragazzi è stato denunciato per rissa e un bellunese ferito è stato trasportato in ambulanza al Pronto soccorso del San Martino . Potrebbe essere lo stesso che, di fronte agli agenti, avrebbe confessato di aver preso una droga sintetica. Viva la sincerità.
In molti, hanno sentito le sue grida, alla fine di un inseguimento di alcune centinaia di metri. Tramontato il coprifuoco, dopo mezzanotte non c’erano tantissime persone in piazza, ma alcuni locali erano ancora aperti, magari per il bicchiere della staffa. La zuffa sarebbe scoppiata nei giardini, per motivi legati senz’altro anche alle birre in eccesso. Uno dei ragazzi è stato più volte colpito e ha sofferto dei tagli con dei vetri (quelli della porta dell’Ascom sfondata e rattoppata in qualche maniera o una bottiglia?), dandosi poi alla fuga con un amico verso i portici accanto a Porta Dante e poi piazza Castello. Qui i due devono essersi avvicinati alla panchina per chiamare il 118. Oltre ai soccorritori, sono arrivati la polizia per identificazione e denunce e i pompieri per asciugare il sangue.
Il giorno dopo quello della rissa era uno degli argomenti più discussi, nei bar: «Una scena incredibile», racconta un giovane barman, «uno dei protagonisti aveva un taglio così profondo a un braccio che credo di aver visto l’osso. Non conosco i motivi del parapiglia, ma sono momenti che non vorresti mai vivere».
Eppure succede sempre più spesso che i ragazzi si metano le mani in faccia: «Purtroppo è così», conferma una donna, «ne ho visto uno ferito, che fuggiva, insieme a un coetaneo e dietro gli altri. Sarebbe ora di finirla».