Boari: «Col pass olimpico a squadre per me una delle giornate più belle»
RIVALTA. Il torneo preolimpico di Parigi ha consegnato all’Italia l'agognato pass olimpico per la prova a squadre femminile, uno dei traguardi per cui Lucilla Boari - ieri in squadra con Chiara Rebagliati e Tatiana Andreoli - si è allenata ogni giorno negli ultimi quattro anni: «Una delle giornate più belle dell’ultimo periodo - racconta una stanca ma soddisfatta Lucilla Boari -. Finalmente abbiamo centrato questo obiettivo tanto atteso e tanto voluto, non nego che anche io abbia vissuto parecchie emozioni».
Prima il percorso netto fino in semifinale, poi la sconfitta col Messico e la paura di non farcela, infine la gioia: «Le sudamericane erano galvanizzate dalla vittoria allo shoot-out contro l’Indonesia mentre noi eravamo tese. Diciamo che più vai avanti nel tabellone e più gli incontri si fanno sentire. Poi sta tutto nella forza di una squadra, abbiamo lavorato molto sul concetto di gruppo e i risultati si vedono, credo sia giusto insistere sotto questo aspetto».
A fare da contraltare alla gioia delle azzurre la squadra maschile, sconfitta sabato ai quarti e dunque estromessa dalla rassegna olimpica per la prima volta nella storia: «Vista da fuori capisco sembri una sconfitta clamorosa, ma a questi livelli i dettagli fanno la differenza. Quel qualcosa in più che è mancato a loro è lo stesso qualcosa che ci ha favorito ieri».
Oggi per l'arciera mantovana subito un altro impegno, ancora in quel di Parigi, per la terza prova di World Cup, da affrontare a “cuor leggero” dopo lo sforzo di domenica. Poi si potrà pensare al Giappone. Della rivaltese delle Fiamme Oro c'è tanto in questa campagna olimpica, dato che oltre al pass a squadre ha conquistato nel 2019 - in coppia con Mauro Nespoli - il ticket individuale: «Di sicuro rispetto a due anni fa sono cresciuta sia a livello personale che sportivo, ho sempre cercato di aggiungere qualcosa al mio percorso. Maturando ulteriore esperienza, poi, viene anche spontaneo capire cosa è necessario fare o dire in certe situazioni complicate».
Ma basterà per guadagnarsi la convocazione? «Spero proprio di sì! - chiosa speranzosa la virgiliana - anche alla luce di tutte le difficoltà che abbiamo vissuto nell'ultimo anno e mezzo sarebbe un grande traguardo. Di sicuro saranno dei Giochi particolari, diversi da come ho vissuto Rio nel 2016».
La data cerchiata di rosso sul calendario è il 23 luglio, momento in cui Tokyo si trasformerà ufficialmente in quel rinomato teatro della gloria e dei sogni infranti meglio noto come Olimpiade.