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Monfalcone, nella prossima conferenza amianto focus sulle fibre artificiali vetrose

MONFALCONE Si sono rivolti soprattutto ai giovanissimi della media Giacich, che martedì si sono recati al MuCa in occasione del terzo anniversario dell’inaugurazione del Memoriale amianto all’interno del museo, il sindaco di Monfalcone Anna Cisint e di Staranzano Riccardo Marchesan e Davide Bottegaro in rappresentanza dell’Associazione esposti amianto. Uniti nella convinzione che la trasmissione della memoria di quanto avvenuto, dei nomi di chi non c’è più, ucciso dall’esposizione al minerale killer, debba servire a fare in modo che un’altra strage di tali dimensioni a causa del lavoro non si ripeta più nel territorio del Monfalconese. L’attenzione deve quindi rimanere elevata, come hanno sottolineato i due sindaci, sugli effetti sulla salute dei materiali alternativi all’amianto.

«L’abbiamo peraltro già chiesta negli ultimi anni, ponendo anche il tema di una sorveglianza sanitaria resa più difficile dalla consistente mobilità del lavoro nell’indotto della cantieristica navale», ha detto, che ha preannunciato come il tema sarà in ogni caso discusso nella Conferenza regionale amianto che Monfalcone tornerà a ospitare a marzo. Un’azione di prevenzione rispetto all’uso delle fibre artificiali vetrose è stata sollecitata inoltre a margine della cerimonia dal segretario del circolo cittadino del Pd, Michela Percuzzi, che ha voluto essere presente all’appuntamento assieme ai consiglieri comunali dem Fabio Del Bello e Paolo Fogar.

Come vi hanno preso parte il sostituto procuratore di Gorizia Laura Collini e il responsabile del Crua, dottor Paolo Barbina, i rappresentanti della Capitaneria di porto, dei Comitati di rione, l’Anmi e pressoché tutta la giunta comunale. Assenti invece i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

«Qui è stato fatto un torto enorme a delle persone che hanno lavorato con passione e alle quali è stata tolta la vita – ha detto Davide Bottegaro, rivolgendosi agli studenti della prima A della Giacich, scuola media del rione di Panzano –. Erano i nostri padri e le nostre madri. È stato fatto un torto ai figli, come me, e ai nipoti che non hanno conosciuto i loro nonni».

Proprio per aiutare le persone che hanno subito una perdita così lacerante l’Aea ha avviato un progetto per il supporto psicologico. «Basta contattare l’associazione o il Crua», ha sottolineato Bottegaro, confermando il sostegno dell’Aea anche al progetto del Consorzio Culturale del Monfalconese “Te lo racconto io l’amianto”, rivolto agli studenti delle superiori e pensato per trasmettere la conoscenza del tema.

Il Comune dal canto suo sta continuando a supportare, con la Lilt, come spiegato dal sindaco, il progetto di ricerca che punta a individuare i fattori di predisposizione allo sviluppo del mesotelioma alla pleura o quelli di resistenza e l’attività di bonifica delle superfici in Eternit da parte dei privati, «per la quale vengono stanziati 100 mila euro l’anno dal bilancio comunale. Ci sono poi i gesti più piccoli, come quello di rimpiazzare l’annaffiatoio che serve a prendersi cura della pianta di Davidia involucrata, donataci da Casale Monferrato e messa a dimora in piazzetta Esposti amianto, e che è stato rubato già tre volte», ha detto il sindaco, che poi ha condotto gli studenti a visitare il memoriale, per la cui progettazione ha ringraziato il giornalista e scrittore Roberto Covaz.

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