Vino, l’export del Friuli corre: più 19,9%
UDINE. Il settore del vino, che ha subito pesanti contraccolpi dai lockdown per la pandemia, si appresta a vivere una fine anno decisamente roseo. Le esportazioni di bianchi e rossi di qualità del Friuli Venezia Giulia, da gennaio a settembre, confermano una crescita robusta, pari al 19,9%, che sta proseguendo tuttora.
Inoltre c’è da registrare un vero e proprio boom degli spumanti italiani, trainati da sua maestà il Prosecco (anche in versione rosè) di cui Friuli e Veneto sono i produttori esclusivi: durante le festività saranno stappate nel mondo addirittura 316 milioni di bottiglie made in Italy, con il Prosecco che metterà a segno un più 25%.
Le vendite del Fvg all’estero
Molto positivo lo scenario relativo all’export di vino, dopo nove mesi e dopo un primo semestre 2021 che aveva recuperato i segni meno dei primi tre mesi dell’anno, caratterizzati ancora dal lockdown in molti Paesi europei.
A fronte di vendite estere di vini italiani tra gennaio e settembre che complessivamente segnano un incremento del 15% rispetto a un anno prima a quota 5,13 miliardi di euro, le principali protagoniste si muovono abbastanza bene e in doppia cifra. Il Friuli Venezia Giulia fa segnare una tra le performance migliori, con un più 19,9% rispetto allo stesso periodo del 2020, con un valore di venduto fuori dai confini nazionali che sfiora i 100 milioni di euro, precisamente 99 milioni 869 mila.
Una bella iniezione di fiducia per i produttori, che possono chiudere i conti con rinnovato ottimismo. Il colosso Veneto, in base ai dati Istat, cresce del 13% a 1,78 miliardi di euro, seguito da Piemonte (+18,3% a 884 mln) e Toscana che piazza un ragguardevo +20% a quota 815 milioni. Nelle medie nazionali anche Emilia Romagna e Lombardia che vedono crescere i valori di vino esportato rispettivamente del 16,5% e del 12%; mentre non è in doppia cifra, come invece si registrava nel primo semestre, la performance del Trentino Alto Adige, che si ferma a +8,6%, ma porta a casa 454 milioni di euro.
A sud, crescono Abruzzo (+9,2%), Puglia (+15,3%) e Sicilia (+13%). Da segnalare ancora il dato della Sardegna, che incrementa di circa il 28% il proprio export, del Lazio (+25,8%) e dell’Umbria (+27%): tutte e tre queste regioni sommano circa 103 milioni di euro di vendite all’estero. Due territori, infine, presentano il segno meno: Calabria a -20% (dopo un primo semestre in doppia cifra positiva) e Basilicata a -1,3%.
Il primato del prosecco
Non conosce battute di arresto la corsa del Prosecco, che stavolta traina tutti gli altri spumanti italiani. Saranno feste da record per le bollicine tricolori, con quasi 2 miliardi di brindisi attesi e un valore alla produzione di 236 milioni di euro.
Lo stima l’Osservatorio unione italiana vini (Uiv)-Ismea, nel consueto focus sui consumi degli sparkling italiani, mai così elevati. Sono oltre 316 milioni le bottiglie italiane pronte per essere consumate durante le feste, il 18,3% in più dello scorso anno e il 50% in più rispetto a solo 5 anni fa. Di queste, quasi 3 su 4 sono destinate all’estero mentre sono circa 88 milioni le bottiglie (+14%) riservate per le feste alle tavole degli italiani, a cui si aggiungono le bollicine importate, pari a circa 5 milioni di bottiglie, anch’esse mai così numerose (+50% sul 2020). A spingere gli imbottigliamenti sono tutte le principali denominazioni italiane, con crescite in doppia cifra, a partire dal Prosecco (+25%) fino all’Asti, dal Franciacorta al Conegliano Dogc, dal Trento all’Oltrepò, dall’Alta Langa al Lessini Durello ai Colli Asolani.
Per Uiv-Ismea, il 2021 è stato l’anno del rimbalzo per lo sparkling tricolore, che chiuderà a circa 900 milioni di bottiglie e un forte incremento dell’export (+20% a volume).