Mantova, case di riposo Aspef più care: sì all’aumento delle rette 2022
MANTOVA. Arrivano gli aumenti delle rette per le due case di riposo, Isabella d’Este e Luigi Bianchi, gestite da Aspef. Il consiglio comunale li ha approvati il 21 dicembre, non senza tensioni tra la maggioranza e l’opposizione che si è schierata contro (ma dividendosi), durante la prima seduta dedicata al bilancio di previsione del Comune.
Gli aumenti, contenuti nel bilancio di previsione pluriennale Aspef, saranno di 2 euro al giorno per le camere singole e di 4 al giorno per quelle doppie. Le rette salgono, così, a 70 e 56 euro al giorno per i residenti in città; per i non residenti si passerà, invece, a 75 e a 61 euro. Per il 2023 e il 2024 non sono previsti altri aumenti. Nel 2020 e nel 2021 gli incrementi sono stati evitati grazie all’intervento straordinario del Comune; la prosecuzione della pandemia e dei costi indotti costringe le famiglie ad intervenire. Via Roma, però, solo per il 2022 integrerà le rette versando ad Aspef 8 euro al giorno per ogni ospite residente a Mantova: 320mila euro che, come ha detto il sindaco Palazzi, «hanno impedito un aumento superiore».
Il direttore di Aspef, Eugenia Ascari, ha illustrato in aula il bilancio. «Manterremo invariate le rette delle camere triple e quadruple per una precisa scelta di welfare» ha poi detto il presidente Genovesi. Rimarranno invariate anche le rette delle camere a pagamento. Così come non cambieranno le tariffe degli altri servizi erogati da Aspef. Oggi i posti letto occupati all’Isabella d’Este sono 118 su 120, mentre alla Bianchi 56 su 76. «Dobbiamo aumentare le rette – ha quindi spiegato il presidente – perché sono aumentati i costi strutturali per il Covid, visto l’utilizzo che dobbiamo fare dei dispositivi di protezione individuale non solo nelle case di riposo ma anche per tutti gli altri servizi. La Regione dopo un decennio ha aumentato il proprio contributo, per ogni degente, di 1,60 euro al giorno che, però, è poco. In case di riposo che per il Covid non possono essere saturate l’incidenza dei costi, soprattutto dell’energia e delle materie prime, è maggiore». Genovesi ha parlato di «scelta inevitabile e condivisa con il Comune per renderci parzialmente autonomi e riprendere la nostra progettualità interrotta dal Covid. Le nostre rette, comunque, sono le più basse in città e provincia. E poi va considerato che noi offriamo un servizio di assoluta qualità: nelle nostre case di riposo ci sono medici presenti 24 ore su 24».
Il 2022 ad Aspef porterà anche un nuovo ascensore per collegare le due case di riposo: «A primavera cominceremo i lavori – ha annunciato Genovesi – sarà un’opera molto importante che consentirà il collegamento in orizzontale delle due strutture: nel caso ci dovessero essere focolai di Covid, l’ascensore permetterebbe di spostare gli ospiti da una casa di riposo all’altra e di creare zone di isolamento».
«L’obiettivo del 2022 – ha poi spiegato l’assessore al welfare Caprini – è quello di mettere in sicurezza l’Aspef e farla ripartire dopo il drammatico 2021». L’opposizione di centro destra ha sparato contro gli aumenti. Rossi (Mantova ideale) ha puntato il dito contro il management dell’azienda («c’è bisogno di metterlo in discussione») e ha accusato il Comune di «pescare dalle tasche dei cittadini nonostante l’aumento del contributo regionale». Baschieri (Forza Italia) ha sostenuto che «questi aumenti, che colpiscono 120 posti letto su circa 200, potevano essere differiti visti inflazione e aumento dei costi dell’energia». Dalla maggioranza è arrivato un plauso convinto all’azione di Aspef e un sì alla manovra. Con la sottolineatura, da parte di Grazioli (Psi), di una Regione «che non copre la parte sanitaria della retta come dovrebbe fare per legge».
Campisi, capogruppo del Pd, ha alzato la temperatura in aula, definendo «imbarazzante» l’intervento di Rossi che, tra l’altro, aveva anche rivolto un saluto al neo presidente della Provincia Bottani; «Io – ha replicato Campisi – vorrei salutare mia zia». Battibecco anche tra Baschieri e il sindaco Palazzi, con il secondo che ha ricordato al primo l’aumento di 5 euro sulle rette fatto dalla giunta Sodano nel 2012. Alla fine l’opposizione di centro destra si è divisa, con de Marchi (Fratelli d’Italia) che ha votato a favore, mentre Lega, Forza Italia e Mantova Ideale hanno detto no. Con la maggioranza si sono schierati anche Costani (Saf) e Bertellini (misto).
In serata l’aula ha affrontato il piano industriale Aster. Domani, alle 17, riprenderà la maratona sul bilancio comunale.