Caso Resinovich: il ruolo dei vicini di casa di Liliana nell’avvio delle indagini
TRIESTE. C’è una coppia, carabiniere e poliziotta entrambi in pensione, che ha dato un contributo decisivo per ricostruire - quantomeno parzialmente - le ore in cui è scomparsa Liliana Resinovich. Sono i vicini di casa dei Visintin in via Verrocchio.
Contattati, i due hanno declinato l’invito a riferire direttamente quello che fino ad oggi hanno acquisito su questa tragica vicenda, ma dalle testimonianze del marito di Liliana, Sebastiano Visintin, così come da quelle dell’amico del cuore Claudio Sterpin, emerge come la coppia abbia dato un indubbio impulso alle indagini.
La coppia ha, per motivi diversi, rapporti sia con Visintin, in quanto vicini di casa, che con Sterpin, legato al carabiniere dalla passione per la corsa: li lega un rapporto di reciproca stima. Il 14 dicembre scorso, giornata in cui Liliana sparisce, quando la donna non si presenta all’appuntamento concordato con Sterpin, e dopo ore di silenzi e messaggi non letti, proprio Sterpin in effetti ritiene plausibile - come lui stesso racconterà - ci fosse stata una lite tra Liliana e il marito, ipotizzando che la donna avesse anticipato a Visintin l’intenzione di andarsene di casa. Le ore passano, e nel pomeriggio, quando al telefono della donna Sterpin sente rispondere la voce del marito, teme sia successo qualcosa, e si allarma.
A quel punto riferisce di aver chiamato l’amico carabiniere in pensione, raccontandogli tutto, punto per punto, del suo rapporto con la donna, della telefonata mattutina, dell’appuntamento mancato e poi del silenzio. Il vicino di casa dei Visinintin coinvolge sua moglie, la poliziotta in pensione, e con la scusa di portare una fetta di torta a Liliana chiamano Sebastiano. Nel corso di quella telefonata il marito spiega loro che non è rientrata a casa, e del fatto che ha lasciato su un tavolino i due telefoni cellulari. La poliziotta inizia a monitorare ora dopo ora la situazione. Si fa sera, e della donna non ci sono notizie. Alle 22 la vicina di casa stimola Visintin a recarsi in Questura. È lei ad accompagnarlo a denunciare la scomparsa della moglie. E che, tornata a casa, assieme al marito, chiama Sterpin per assicurarlo che la denuncia è stata deposta, invitandolo a recarsi in Questura il mattino successivo, per riferire di tutto il retroscena che fa da sfondo a quella che, in quel momento, è ancora solo una scomparsa. Infatti, Sterpin, seguendo il consiglio degli amici, il mattino dopo si presenta spontaneamente in Questura e racconta la propria versione della storia con Liliana, delle intenzioni della donna di lasciare il marito, di quell’ultima telefonata alle 8.22 con cui la donna preannunciava un ritardo.
Senza la presenza di questa coppia, forse, alcuni passi non sarebbero stati fatti con la stessa velocità e alcuni dettagli non sarebbero emersi già dalle prime ore della scomparsa di Liliana.