La sfida di Andrea: vivere facendo violini
MANTOVA. Incidere, scolpire, levigare. Ma anche verniciare e incollare. Una sequenza di attività da organizzare con precisione, oltre ad altre più specifiche, per realizzare uno degli strumenti musicali della tradizione: il violino. Attività divenute familiari ad Andrea Ferrari, ventiquattrenne liutaio di Castellucchio, da quando ha deciso di intraprendere questo percorso iscrivendosi all'istituto Ipiall di Cremona. Una decisione maturata mentre frequentava il quarto anno del liceo artistico a Mantova. «Sentivo che il percorso scolastico che stavo portando avanti non era propriamente nelle mie corde – racconta – grazie al suggerimento di alcune persone, mi sono deciso a chiedere informazioni all’istituto di Cremona per capire come fosse organizzato».
Da adolescente Andrea si dilettava a suonare la chitarra e l’idea di poter associare la passione per la musica alla realizzazione vera e propria di uno strumento lo incuriosiva non poco.
«Al liceo artistico era previsto il laboratorio dell’ebanisteria, una delle materie che preferivo – ricorda – è stata la passione per le arti e l’artigianato a portarmi poi a Cremona per coronare il sogno di diventare liutaio». Quattro anni di formazione frequentando l’indirizzo dedicato alla costruzione di strumenti ad arco, tanta pratica e molta volontà per riuscire a coronare il suo obiettivo.
«A scuola i professori ci hanno messo in guardia dicendoci che solitamente in un gruppo di dieci allievi solamente tre o quattro riescono a lavorare in questo settore – prosegue – molti miei compagni di classe adesso sono all’estero o in altre regioni d’Italia, mentre io ho deciso di restare a Castellucchio aprendo il mio laboratorio».
Un percorso non facile ma, grazie alla tenacia e al talento, le soddisfazioni si stanno concretizzando: «Ho iniziato collaborando con una bottega di liuteria classica mantovana di Gianluca Zanetti e Alessandro Gambarin. Poi, tra la prima e la seconda ondata del Covid, ho deciso di organizzare un laboratorio tutto mio a Castellucchio».
Una bottega, quindi, realizzata sfruttando parte della sua abitazione. «Ho trasformato in laboratorio una stanza di casa, arredandola in modo funzionale al mio lavoro e acquistando gli strumenti necessari. Un laboratorio che è in continuo sviluppo ma che già mi permette di lavorare e realizzare violini».
Andrea lavora per lo più con commercianti e molti degli strumenti realizzati sono destinati al mercato estero. «La maggior parte dei violini che costruisco vengono venduti a Taiwan e negli Stati Uniti – spiega – non c’è un tempo medio prestabilito per realizzare questo strumento musicale. Io lavoro in parallelo su diversi violini per rispettare i tempi tecnici di costruzione e verniciatura. Quanti strumenti costruisce in media un maestro liutaio? Quelli molto affermati realizzano circa quattro strumenti all’anno mentre i numeri di un liutaio medio si attestano su una decina di pezzi».
Un lavoro, una passione che accompagnerà Andrea per il resto della vita. «Vorrei che fosse la mia unica professione e mi adopero in tal senso ogni giorno, però sono consapevole che essere liutaio non è solo costruire strumenti, ma è importante approcciare i clienti per vendere ciò che si realizza e così affermarsi in questo settore».
Complessità ma anche aspetti positivi che generano entusiasmo. «È una professione che, in senso romantico, ti rende immortale; mi definisco un artigiano perché realizzo e dono al musicista qualcosa di mio che col tempo acquisisce un valore sonoro oltre che economico; quando senti suonare il violino che hai costruito è una soddisfazione che rende davvero appagante questo lavoro».
E portare avanti la tradizione liutaia a Mantova rende ancora più emozionante, per certi versi, il tutto. «Nella nostra città c’è questa tradizione dai tempi dei Gonzaga; all’epoca ci furono esponenti della liuteria anche nella nostra zona. Inoltre il secondo liutaio più quotato del 900 è Stefano Scarampella, bresciano di nascita che ha lavorato e vissuto a Mantova e aveva la sua casa bottega in via Accademia».
Una tradizione destinata a continuare grazie alla passione e alla volontà di giovani liutai, veri e propri artigiani della musica.