Il grazie di Draghi al Friuli e alla Protezione civile: «Insieme per gli aiuti all’Ucraina»
PALMANOVA. Due ore per ringraziare il Friuli Venezia Giulia e i volontari della Protezione civile per il lavoro svolto, in patria e all’estero, in questo primo mese di guerra in Ucraina. Ma anche l’occasione per stringere, ancora di più, i rapporti tra Governo e Regioni – nella figura del presidente della Conferenza Massimiliano Fedriga – e commuoversi per il caloroso saluto ricevuto dai volontari, tanto a Palmanova, quanto in videocollegamento con chi ha già finito di allestire il campo profughi in Slovacchia.
La visita del presidente del Consiglio Mario Draghi, in altre parole, si trasforma in una giornata altamente simbolica per il Friuli Venezia Giulia che disegna, grazie alla presenza di un premier tutto tranne che di parte, una nuova pagina della propria storia istituzionale e di solidarietà grazie a quello straordinario sistema di efficienza e amore per il prossimo che, da oltre 40 anni, porta il nome di Protezione civile regionale.
Gli otto anni a Francoforte, da presidente della Bce, hanno, probabilmente, lasciato un segno (molto positivo) nelle abitudini del premier, al pari delle sue sue plurime esperienze in Europa.
Da quelle parti, come noto, la puntualità è un fattore da non trascurare e così non sorprende che Draghi si presenti a Palmanova – unico caso, almeno a memoria, tra gli ultimi big della politica transitati in Friuli – con qualche minuto d’anticipo rispetto al programma stilato dal cerimoniale di palazzo Chigi.
Accompagnato dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e accolto da Fedriga oltre che dal sindaco di Palmanova Giuseppe Tellini e dai prefetti di Udine, Massimo Marchesiello, e di Trieste, Annunziato Vardè, il premier entra immediatamente in riunione. Si tratta di un primo incontro, con Fedriga, Curcio e il vicepresidente nazionale dell’Anci, Matteo Biffoni, con al centro l’accoglienza dei profughi in fuga dall’Ucraina, i rapporti da stringere ulteriormente con il Terzo settore e il possibile stanziamento garantito dal Governo per l’accoglienza degli ucraini che dovrebbe aggirarsi, soprattutto nel caso dei minori, attorno ai 45 euro al giorno.
Finita la prima tranche di incontri il premier saluta le decine di volontari della Protezione civile regionale in attesa.
Curcio, in particolare, porta il premier a parlare con la presidente del Comitato regionale della Croce rossa, Milena-Maria Cisilino, e con Hannah Farah, numero uno della Onlus Psicologi per i popoli Fvg. «Al presidente del Consiglio – racconta Cisilino – è stato spiegato come una colonna mobile della Croce rossa stia ritornando in Italia da Leopoli trasportando cento persone particolarmente fragili, come anziani oppure invalidi, che verranno accolte nel nostro Paese e Draghi ci ha ringraziato per il lavoro svolto».
Il premier, quindi, assiste alla partenza del terzo carico di farmaci e materiale sanitario diretto in Romania, al confine con l’Ucraina, da Palmanova diventato ormai l’unico hub di raccolta e smistamento dei medicinali donati dalle Regioni in favore del popolo ucraino. Un momento che, sommato agli applausi dei volontari presenti e come poi confermato anche ai giornalisti, commuove Draghi e non pare certo essere un’abitudine per chi, come lui, ha vestito a lungo i panni del guardiano dei conti e della moneta unica: di per sé certamente un ruolo a non altissimo tasso di emotività
La seconda parte della visita di Draghi si apre con una nuova riunione – molto più allargata della prima – in cui si traccia lo stato dell’arte della risposta del Paese alla crisi umanitaria in Ucraina e all’arrivo dei primi 60 mila profughi in Italia con una particolare attenzione, nello specifico, alle attività messe in campo dai Comuni e alle necessità dei minori stranieri non accompagnati.
Ed è qui che il presidente del Consiglio decide di collegarsi con i volontari del Friuli Venezia Giulia che in Slovacchia hanno di fatto già completato l’allestimento del campo profughi da 250 posti letto a pochi chilometri dal confine ucraino.
È alla fine del secondo round di incontri – e di foto con i volontari – che Draghi sceglie di riconoscere, anche pubblicamente, il ruolo della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.
«Questa visita è fonte di conforto: l’accoglienza, l’organizzazione, l’entusiasmo di questi volontari mostrano che possiamo contare su una struttura efficiente, funzionante, moderna che è la Protezione Civile» sostiene il presidente promettendo anche stanziamenti corposi, e rapidi, a favore di Regioni ed enti locali.
Un assist, questo, raccolto immediatamente da Fedriga. «Ringrazio il presidente Draghi per aver sempre riconosciuto il valore dell’alleanza istituzionale tra Governo e Regioni e anzi – sostiene – aver impresso una svolta ai rapporti.
Un sistema di integrazione e di confronto che auspico diventi strutturale per affrontare le situazioni emergenziali». Soddisfatto anche il vicepresidente Riccardo Riccardi per il quale «il Governo è conscio, e questa visita lo dimostra, di poter contare sulla serietà ed efficienza della nostra Regione e, soprattutto, di quello straordinario sistema formato dai volontari della nostra Protezione civile».