Imbavagliata, legata con il nastro adesivo e lasciata a terra agonizzante: sei gli imputati, si va a processo
PORDENONE. Comincerà a novembre il processo per la rapina ai danni di Alida Brescancin, 80 anni, imbavagliata e legata con il nastro adesivo da tre uomini travisati nella sua abitazione a Torre l’8 febbraio dell’anno scorso, chiusa in bagno e lasciata a terra agonizzante dopo averle strappato di dosso un collier e un bracciale in oro.
Il pm Maria Grazia Zaina ha chiesto il rinvio a giudizio per i sei indagati per rapina pluriaggravata in concorso e sequestro di persona. Gianfranco Sedda, 79 anni, di Adria Rovigo, in custodia cautelare in carcere per altra causa e Nereo Pilotto, 50 anni, di Cordenons, ai domiciliari, hanno scelto il rito abbreviato. Il processo è stato fissato per il 4 novembre, dinanzi al gup Giorgio Cozzarini.
Per un malinteso con la scorta, non è stato tradotto al tribunale Daniele Dell’Anese, 37 anni, di Cordenons, in custodia cautelare in carcere, ma il suo legale Anna Micossi ha già preannunciato al giudice l’intenzione di chiedere l’abbreviato. A Dell’Anese viene contestato pure il possesso di un tirapugni.
Sono stati rinviati a giudizio, invece, Lorenzo Raminelli, 64 anni, di Motta di Livenza; Ferruccio Da Dalt, 64 anni, di Gorgo al Monticano, Vanes De Santi, 63 anni, di Cordenons. A giudicarli sarà il tribunale collegiale presieduto da Alberto Rossi. Prima udienza, l’8 novembre.
L’imprenditore Carlo Brescancin, sua moglie Alida e la figlia Maddalena si sono costituiti parte civile con l’avvocato Gaetano Vinci. Il pm ritiene che Dell’Anese e Pilotto abbiano ideato, organizzato e reclutato i materiali esecutori, attribuisce il ruolo di organizzatori e reclutatori degli autori della rapina a De Santi, Raminelli e Da Dalt, individua in Sedda, Dell’Anese e altri due soggetti non identificati i materiali esecutori e a Pilotto e Sedda contesta di aver fatto le vedette o i pali.
L’avvocato Daniela Magaraci sottolinea che Pilotto sta mantenendo una condotta irreprensibile e auspica che le accuse nei suoi confronti vengano ridimensionate. L’avvocato Alessandro Magaraci confida che «venga riconosciuto il ruolo minimale di Sedda nella vicenda».
Le altre difese ritengono il dibattimento la sede naturale per dimostrare l’estraneità dei propri assistiti alle accuse. «Raminelli è completamente estraneo a ogni ipotesi illecita», puntualizza l’avvocato Igor Zornetta. Le difese hanno sollevato due eccezioni: l’inammissibilità della costituzione di parte civile di figlia e marito della persona offesa e la genericità del capo di imputazione.
«Abbiamo scelto la strada del dibattimento per far valere le nostre ragioni», spiega l’avvocato Isabella Cipolat Gotet per De Santi. «Da Dalt si è sempre proclamato innocente, non c’entra nulla con la rapina», chiarisce l’avvocato Paolo Patelmo: i contatti avuti con Sedda, di cui ignorava i trascorsi criminali, erano avvenuti solo perché gli era stato prospettato un incontro con un commerciante di vini nell’Europa dell’Est.—
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