E SuperMario prenotò le ferie
Ore 8 Mattarella sacramenta dopo aver letto i giornali.
Ore 8.15 Mattarella sacramenta dopo aver visto le tv.
Ore 8.25 Mattarella sacramenta dopo che gli hanno stampato i social.
Ore 8.30 Mattarella si sveglia.
Ore 8.45 Si riuniscono i senatori di Forza Italia. Berlusconi racconta la vecchia barzelletta della rivoluzione liberale. Grasse risate.
Ore 9.05 Base riformista (Pd) pronta a scaricare i grillini. L’ha deciso il segretario, Matteo Renzi.
Ius solis
Ore 9.30 Salvini: “Sarà una bella giornata per l’Italia”.
Ore 9.31 L’Italia: “Addio Salvini, ci mancherai”.
Ore 9.41 Conte si siede al suo posto: piccola detonazione in aula.
Ore 9.42 Taverna fa sparire lo scontrino del cuscino flatulente che aveva appoggiato sulla poltrona del PdC.
Ore 9.43 Minuto di silenzio per Eugenio Scalfari: saranno le parole più sensate pronunciate durante la giornata.
Ore 9.45 Draghi inizia il suo intervento, scritto dal suo nuovo spin doctor: Chuck Norris.
Ore 9.55 Al dodicesimo applauso del Pd, Draghi medita se fare stage diving.
Ore 10 Draghi ricorda Paolo Borsellino sottolineando la necessità di tenere le mafie dal Pnrr.
Ore 10.01 Battuta autocensurata su Dell’Utri.
Ore 10.05 Draghi: “Ci siete?”.
Ore 10.06 Salvini: “Ci facciamo”.
Ore 10.17 Draghi: “Tenere la Russia lontana dall’Italia”.
Ore 10.18 Lega, Cinque Stelle e Forza Italia decidono il dazvidania.
Ore 10.56 Draghi completa il discorso e parte per consegnarlo alla Camera.
Ore 11 Un sasso sfonda la finestra dell’ufficio di Roberto Fico: attorno, appallottolato, il testo di Draghi.
Ore 11.47 Il comandante De Falco voterà il sostegno a Draghi.
Ore 11.48 Draghi fa sparire le biscaggine.
Ore 11.49 Renzi assicura pieno sostegno a Draghi.
Ore 11.35 Draghi prenota il volo per Sharm.
Ore 11.51 Rixi (Lega) si lamenta ché Draghi ha maltrattato i taxi. Draghi: “Sti caxi”.
Ore 13 Pressing Pd su Conte perché voti la fiducia, dando vita a una riedizione del governo giallo-rosso.
Ore 13.01 Conte comincia a rispondere (al momento la risposta è ancora in corso: siamo a un preambolo).
Ore 13.30 Scontro tra la portavoce di Putin e Di Maio sulle ingerenze russe.
Ore 13.31 Sibillina frase da Mosca: “Abbiamo ancora lo scontrino”.
Ore 13.55 Romeo della Lega interviene intimando di cacciare i Cinque Stelle.
Ore 13.56 Negli occhi di Draghi scorrono cartoline della Bce.
Ore 14 Draghi riceve una telefonata anonima: dall’altra parte c’è qualcuno che ansima.
Ore 14.01 Berlusconi richiama e si scusa: “Credevo di chiamare una mia stagista”.
Dl Zan
Ore 14.30 Pausa pranzo.
Ore 15.30 Parlando durante una manifestazione elettorale, Giorgia Meloni garantisce un futuro di Fratelli d’Italia all’insegna delle responsabilità e della democrazia.
Ore 15.31 Meloni: “A chi Istria e Dalmazia? A noi”.
Ore 15.45 Riprende il dibattito, in diretta tv. Titolo: “Maggioranze da incubo”.
Ore 16 Parla De Petris (Leu). La sintesi: “Siamo al Governo da 10 anni senza aver mai vinto le elezioni. Non interrompiamo un’emozione”.
Ore 16.30 Interviene Renzi e spiega quanto è bravo Renzi.
Ore 16.31 Prosegue intervento di Renzi sul tema: “Renzi ha ragione”.
Ore 16.32 Si conclude intervento Renzi, lungamente applaudito da Renzi.
Ore 17.30 Parla Bernini, di Forza Italia. Sintesi: “Ti lascio perché ti amo troppo”.
Ore 17.40 Parla uno della Lega. Sintesi: “Mi ha mandato Salvini, io ero alla buvette. Comunque andiamo al voto”.
Ore 17.50 Parla una dei Cinque Stelle e dice: “Usciamo”. Berlusconi la chiama e si offre per portarla al cinema.
Ore 17.51 L’espressione di Toninelli: quella di uno che ha aperto la scatoletta di tonno e ci ha trovato il vitalizio.
Ore 18 Mirabelli (Pd) cita Alda Merini. Si scoprirà poco dopo che sarebbe stato più adatto Manzoni. Per la precisione, il 5 maggio.
Ore 18.10 Draghi: “Ma allora non avete capito, cazzo. A ‘sto punto metto al voto la mozione di quel frescone di Casini”.
Ore 18.20 Il centrodestra annuncia che non voterà la mozione di fiducia di Casini perché non ha capito se al momento è di centrodestra o di centrosinistra.
Ore 19 Si vota. I grillini non escono dall’aula perché sulle porta c’è scritto “spingere” e loro tirano. C’è il numero legale.
Ore 19.10 Draghi ottiene la fiducia e domani andrà alla Camera.
Ore 20.30 Conte parla all’uscita del Senato. “Messi alla porta”.
Ore 20.31 Messi, da Parigi smentisce: “Mai conosciuto Conte”.
Ore 20.32 Sintesi dell’intervento di Conte: “Gné gné gné”.
Ore 20.35 Gelmini lascia Forza Italia: è finalmente uscita dal tunnel del Gran Sasso.
Ore 21 Russell Crowe prosegue il tour delle rovine d’Italia e visita la sede del Pd.
Ore 21.30 Voci incontrollate: l’ormai ex premier starebbe per fondare “Draghi Vivo”.
Ore 21.45 Risposta Meloni al sostegno che Draghi aveva ricevuto dai sindaci: “Con noi tutti i podestà”.
Ore 22 La sintesi: Di Maio scinde i Cinque Stelle senza passare per un voto, Conte toglie la fiducia a Draghi senza votarla, Draghi si dimette senza essere sfiduciato, la Destra e i Cinque Stelle lo mandano a casa senza passare per il voto. Quando si dice la centralità del Parlamento.
Ore 23 Draghi verso il disbrigo degli affari correnti. Forza Italia metterà gli affari, il Pd le correnti.