La maestra Sara stroncata dalla malattia a 30 anni
NOALE. Il sorriso di Sara Urso si è spento per sempre nelle prime ore di sabato scorso in un letto dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Aveva appena trent’anni, una vita ancora tutta da vivere, progetti da realizzare. Insegnava all’asilo privato “Cielo Azzurro” di Dosson di Casier, nella Marca.
Tra Sara e il suo desiderio di futuro si è frapposta la malattia, scoperta circa due anni fa, nei primi mesi della pandemia. Degli accertamenti avevano fatto emergere la malattia. A nulla purtroppo sono valse le cure a cui la donna si è sottoposta nel corso dei mesi, desiderosa di tornare in piena salute per la sua famiglia, gli amici e i bambini dell’asilo che la aspettavano.
Sara Urso era originaria di Noale, e proprio nella chiesa arcipretale della città dei Tempesta si sono celebrati i funerali nel pomeriggio di martedì. La trentenne abitava però da qualche tempo a San Liberale di Marcon. Era dunque conosciuta tra il Veneziano e la Bassa Trevigiana dove lavorava nell’asilo privato “Cielo Azzurro”.
Proprio a causa della malattia che avanzava, Sara aveva dovuto interrompere la sua occupazione tra i bambini per dedicarsi anzitutto alla propria salute, determinata a tornare quanto prima tra i piccoli.
«Ha affrontato con grande dignità questo periodo della sua vita, aveva mantenuto entusiasmo e voglia di vivere. Anzi, era proprio lei a dare la forza a tutti noi», racconta commosso chi la conosceva e che ora piange una ragazza dal sorriso aperto, pulito. Lo stesso sorriso che i familiari hanno scelto per la foto dell’epigrafe, un selfie di Sara in riva al mare in piena estate.
I familiari di Sara Urso hanno chiesto che le offerte in sua memoria raccolte in occasione del funerale vengano devolute ad Avapo Mestre, l’Associazione volontari assistenza pazienti oncologici. Dopo il funerale, la salma della maestra trentenne è andata verso la cremazione.