I fari del Servizio ispettivo del Consiglio regionale sui dg della sanità veneta
VENEZIA. Sul caso dei direttori generali della sanità veneta in quiescenza, che sommavano pensione e stipendio, ha acceso un faro anche il Servizio ispettivo del Consiglio regionale, dopo la richiesta avanzata dalla consigliera dem Vanessa Camani.
Dovrà valutare le risposte fornite dai quattro manager – Giuseppe Dal Ben, dg dell’AO di Padova; Francesco Benazzi, dg dell’Usl 2 di Marca; Edgardo Contato, dg dell’Usl 3 Serenissima e Maria Giuseppina Bonavina, dg dell’Usl 8 Berica) –, sollecitati a fare chiarezza su una serie di questioni. A quanto ammonta la loro pensione, ad esempio.
Quanto all’entità del compenso da direttori generali, questa invece è cosa nota: 154.937,06 euro lordi all’anno. Con un possibile bonus ogni dodici mesi, non superiore al 20% dello stipendio: premio per i risultati raggiunti e gli obiettivi prefissati centrati.
C’è chi, tra i direttori, si è difeso, indicando gli estremi della legge del 2014, che fissava in 240 mila euro il tetto dei compensi per i dipendenti pubblici. Per questo, ad esempio, ancor prima che scoppiasse il caso, la direttrice generale dell’Usl 8 Bonavina si era rivolta all’ufficio paghe dell’azienda, chiedendo che non venissero erogate tre mensilità di stipendio, per non sforare il tetto.
I dg hanno poi comunicato all’ufficio ispettivo la data del loro collocamento in pensione e il corrispondente istituto pensionistico. Le eventuali misure prese dalle rispettive Usl dopo l’ingresso in quiescenza. Ma, soprattutto, l’esistenza di documenti con i quali i manager comunicavano al presidente Zaia il loro collocamento in pensione.
Lo prevede il contratto firmato dai dg, obbligandoli a presentare ogni anno al presidente della Regione «una dichiarazione sulla sussistenza delle cause di incompatibilità» e a comunicare «tempestivamente qualsiasi non conformità o variazione che dovesse emergere o verificarsi, in costanza di rapporto, relativamente a situazioni documentate, in occasione della proposta di candidatura».
I direttori generali hanno inviato le risposte venerdì 15 luglio scorso al Servizio di vigilanza sul sistema socio-sanitario, istituito in seno al Consiglio regionale. Si attende una valutazione e una breve relazione. Intanto, tutta la documentazione arrivata sarà inviata all’assessora regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, alla presidente della Quinta commissione Sonia Brescacin e a Vanessa Camani, la consigliera del Partito Democratico che ha chiesto l’attivazione dell’ispettivo.
Questo, mentre i direttori generali continuano a lavorare, con i rispettivi stipendi congelati: è una misura che hanno predisposto loro stessi, in via cautelare. E mentre la Corte dei conti prosegue le sue indagini. È stato aperto un fascicolo per danno erariale.