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Alternanza scuola-lavoro a 16 anni: ferito da un macchinario alla Belleli di Mantova

MANTOVA. Sedici anni, in alternanza scuola-lavoro nell’azienda mantovana del gruppo Tosto Belleli Energy, si ferisce a un dito mentre sta tagliando tondini con un macchinario industriale. Gli è andata bene, se l’è cavata con meno di 40 giorni di prognosi e due microinterventi che non hanno però risolto l’insensibilità rimasta all’indice destro, ma il fatto non è questo. «Il fatto è che un secondo in più e quel dito poteva perderlo, il fatto è che uno studente in alternanza deve fare solo formazione teorica e non essere messo in produzione, è che non aveva neppure di fianco il tutor quando è successo, il fatto è che l’Rls che ha denunciato l’accaduto all’Ats è poi stato messo per due mesi a pulire bagni e tagliare l’erba»: partono da qui il segretario della Cgil con delega alla sicurezza Mauro Mantovanelli, il segretario generale della Fiom Marco Massari e l’Rls Christian Tavella per denunciare quanto avvenuto il 4 aprile scorso nell’azienda metalmeccanica di via Taliercio.

«Lo facciamo ora – spiegano – perché volevamo attendere che Ats concludesse la sua istruttoria e il 5 luglio abbiamo avuto un incontro, da noi richiesto, con il servizio Spsal che ci ha aggiornato sull’esito. Ovvero che l’azienda ha ricevuto una doppia contestazione per violazioni in materia di sicurezza e che la notizia di reato è stata inoltrata alla magistratura». Contestazioni che riguardano, come raccontano i sindacalisti, il Documento valutazione rischi e il macchinario utilizzato: «Nel primo mancava l’allegato che norma come deve essere svolto il tirocinio e la prescrizione di Ats ne impone l’immediato adeguamento. Per quanto riguarda il secondo viene contestato un utilizzo improprio con l’ordine di rimettere il macchinario così come previsto dalla scheda di funzionamento. Quell’impianto è per tagliare un tondino alla volta e invece ne tagliava tre insieme».

Racconta Tavella che quel 4 aprile, a meno di due mesi dalle tragedie di due ragazzi morti in alternanza scuola-lavoro a Udine e nelle Marche, era venuto a sapere per caso che nel reparto Meccanica si era ferito uno studente e di aver deciso con gli altri Rls di mandare una segnalazione ad Ats dopo aver accertato in due successivi sopralluoghi «che si era fatto male perché il dito era finito nella morsa pneumatica di una sega a nastro mentre il tutor si era assentato». È stato grazie al suo contributo che le ispezioni realizzate da Ats a metà mese e ai primi di maggio hanno potuto ricostruire una dinamica che inizialmente sembrava diversa.

Fatto sta però che Tavella, che lavora in Belleli da 33 anni ed è addetto alla manutenzione con un inquadramento di quinto livello, di lì a qualche giorno viene adibito a tempo pieno a mansioni solitamente saltuarie per gli operai: «Pulizia bagni e sfalcio erba». C’è voluta una diffida all’azienda dell’avvocato della Cgil «perché dopo due mesi la “punizione” rientrasse». «Dispiace constatare – accusa Massari – che questa azienda ancora una volta si distingue in modo negativo sulla sicurezza. Inoltre ancora una volta hanno cercato di colpire un Rls che stava svolgendo il suo ruolo, non sanzionandolo ingiustamente come avvenuto in altri due casi in passato, ma punendolo comunque. Non abbiamo davvero più parole». Ora «tocca alla magistratura e noi qui ci fermiamo – conclude Mantovanelli – Ma ricordo che gli studenti in alternanza devono essere sempre assistiti da un tutor e non possono svolgere attività in produzione, la normativa è chiara: non si tratta di un apprendistato. Queste cose non succedono mai per caso ma per mancata applicazione delle norme. Stavolta è andata bene, ma c’è mancato poco: poteva perdere il dito».

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