World News

West Nile, due morti sospette: la Marca teme l’arrivo dell’infezione

TREVISO. Tre probabili casi, una guarigione e due decessi. Anche la provincia di Treviso fa i conti con nuovi focolai di West Nile, ormai diffusa in tutto il Veneto, e già si contano due probabili decessi.

Il primo caso riguarda un cittadino di origine straniera residente a Ponzano Veneto, nella frazione di Merlengo. Il suo nome è Mustapha Riahi, classe 1949, originario del Marocco. Il suo caso era stato segnalato già venerdì 15 luglio scorso al Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell’Ulss 2 di Treviso, che ha immediatamente allertato il Comune di residenza e ha provveduto a inviare a Padova i campioni prelevati per i test di conferma.

L’uomo nel frattempo è morto e a darne notizia, il 20 luglio pomeriggio, è stata la stessa Ulss 2. Ad aggravare il quadro clinico del 73enne residente a Merlengo di Ponzano avrebbero contribuito anche «significative comorbidità», fa sapere l’ufficio stampa dell’Ulss.

Sempre in data 15 luglio è stato comunicato dai medici al dipartimento di prevenzione un secondo caso sospetto, riguardante un 72enne residente a Cessalto, anche lui affetto da altre patologie concomitanti: il paziente, fanno sapere dall’azienda sanitaria trevigiana, è già stato dimesso dall’ospedale ed è in buone condizioni di salute.

Alla volta di sabato 18 luglio, quando già si era diffusa la notizia della prima morte per West Nile registrata in Veneto (a danno di un 83enne di Piove di Sacco) in provincia di Treviso i casi sospetti erano già saliti a tre, con un ulteriore decesso. In questo caso a perdere la vita con sintomi compatibili a quelli legati alla “febbre del Nilo” è stato un 87enne di Salgareda, anch’egli con patologie concomitanti. Si tratta di Rino Facchin, residente nella frazione di Campobernardo. I suoi funerali si svolgeranno oggi 21 luglio nella chiesa parrocchiale del paese, la salma giungerà dall’ospedale di Oderzo, dove con tutta probabilità è avvenuto anche il decesso dell’anziano pensionato.

GRGR

Questi tre casi sono emersi con tempistiche tali da escludere la presenza di focolai nella provincia di Treviso, nel più recente “Bollettino di sorveglianza delle Arbovirosi” (datato 15 luglio 2022). Lo stesso documento, pubblicato sul sito della Regione, segnala invece la presenza di tre casi di febbre Dengue e due casi di Tbe, ovvero infezione causata dalla puntura di zecche.

Si attende ora che dai laboratori di Padova arrivi la conferma di questi tre casi di West Nile: dall’Ulss 2 pur precisando che al momento si tratta di casi “probabili” e non ancora confermati con certezza, fanno anche sapere che il Servizio Igiene e Sanità Pubblica ha dato immediata comunicazione dei casi probabili ai sindaci interessanti, ricordando tutte le misure utili da adottare, sia ai privati che ai Comuni.

Tra i primi ad emettere un’ordinanza ad hoc il sindaco di Ponzano Antonello Baseggio, che ha attivato immediatamente i protocolli di sicurezza: «Siamo addolorati per il decesso che ha colpito il nostro Comune» commenta il primo cittadino «Stando alle comunicazioni avute con l’azienda sanitaria la probabilità che si tratti di un’infezione da West Nile è molto alta, al 99%. Di fronte all’elevato rischio che nel nostro comune sia presente un focolaio su indicazione dell’Ulss, abbiamo emesso un’ordinanza che richiama l’attenzione della cittadinanza sui comportamenti da seguire per prevenire la diffusione di questo virus, che come noto, viene trasmesso soprattutto attraverso le punture di zanzara». La famigerata “Febbre del Nilo” in un caso su mille può provocare un’encefalite letale e nella maggior parte delle incidenze chi è positivo risulta totalmente asintomatico. I più a rischio sono bambini e anziani.

A Ponzano Veneto sono state immediatamente rafforzate le scorte di larvicida in pastiglie da distribuire alla popolazione. L’ordinanza inoltre «invita tutti i cittadini ad adottare ogni misura utile al rafforzamento delle misure di prevenzione»: dall’uso di repellenti cutanei contro le zanzare a base di Deet (N,N-dietil-n-toulamide) o Icaridina, a una concentrazione superiore al 10% (soprattutto per bambini e anziani) al trattamento preventivo e periodico di caditoie e tombini presenti in giardini, cortili e aree esterne di pertinenza degli edifici, con idoneo prodotto larvicida in compressa. Rimane escluso l’utilizzo di adulticidi.

Читайте на сайте