Degrado e spaccio a Mestre, ben 1.700 gli esposti. Case via Sansovino: c’è un compratore
VENEZIA. Su 3.700 esposti ricevuti dalla polizia locale ben 1.700 sono collegati al tema del degrado. È uno dei dati emersi il 20 luglio in seconda commissione comunale che ha iniziato (la seconda seduta è prevista il 21 luglio) ad esaminare i dati del report 2021 dell’attività del corpo, pubblicato a gennaio 2022. Numeri che evidenziano i tanti problemi di una città complessa com e la nostra.
A Mestre il tema degrado si intreccia allo spaccio in un’area di un chilometro quadrato attorno alla stazione ferroviaria di Mestre. Il 2021 è stato un anno di un impegno massiccio contro lo spaccio di strada delle sostanze stupefacenti (con 64 arrestati, 60 denunciati a piede libero e 11.060 grammi di sostanze sequestrate) e di contrasto ai fenomeni di degrado urbano (933 ordini di allontanamento emessi). Delle 84 persone poste in custodia cautelare, ben 64 sono connesse a reati legati allo spaccio di droga.
In terraferma particolare attenzione viene posta anche a spazi, edifici ed ex fabbriche, che dismessi e in abbandono, sono diventati rifugi per sbandati e spacciatori.
L’ultimo caso il 19 luglio alla Galileo, al tredicesimo sgombero.
Gianni Franzoi, responsabile del servizio di Sicurezza Urbana, ha spiegato ai consiglieri comunali che con il progetto Oculus dall’inizio del 2011 si sono conteggiate ben 172 segnalazioni che hanno portato ad altrettanti controlli e nel caso sgomberi.
Oggi le aree più critiche sono gli appartamenti al grezzo avanzato di via Sansovino a Mestre, il dopolavoro della Montedison di via Fratelli Bandiera e l’ex mercato ortofrutticolo di via Torino.
Su via Sansovino novità sono previste a breve: con il rogito per l’acquisto dalla procedura fallimentare a Verona il complesso di case stanno per avere un nuovo proprietario che si è già accordato con la Polizia locale, proprio nell’ambito dei rapporti previsti dal programma Oculus, per avere il sostegno per lo sgombero, che è il preludio alla conclusione del grande cantiere abbandonato.
«Questa novità è interessante», commenta il consigliere Pd Emanuele Rosteghin, «ma resta un tema da noi posto in passato e mai realizzato: un tavolo operativo e multidisciplinare che valuti oltre alle azioni repressive anche interventi sociali e urbanistici a sostegno, per riuscire ad incidere e migliorare la vivibilità delle zone che convivono con il degrado».
Alla polizia locale è stato dato in dotazione il Taser e la formazione a Venezia avviene grazie ad un istruttore del Ministero dell’Interno.
Altri temi hanno una prevalenza per il centro storico e li pone, critico, Giovanni Andrea Martini: «Partiamo dai tour alcolici e dagli addii al celibato o nubilato: il Commissario Franzoi ha ammesso che sì, sono vietati dal Regolamento Comunale, ma ha chiarito che la Polizia Locale non ha alcun modo di sanzionarli. L’unica azione sanzionabile, infatti, è l’ubriachezza molesta. Quindi, di fatto, i nostri vigili vengono spesso accusati di non far niente davanti alle carovane alterate che si spostano da un bar all’altro perché in realtà non possono, se non, appunto, in casi estremi. L’intralcio alla circolazione, i fiumi di alcol che certo non fanno bene alla salute e che oltre tutto danno il messaggio che Venezia è la città dello sballo non sono motivazioni sufficienti», prende atto il consigliere. «Altro punto dolente sono i graffiti, di cui la città è letteralmente cosparsa: ci è stato detto, con un certo orgoglio, che il problema è stato risolto, perché sono stati individuati e fermati i “writers” famosi, quelli che lasciano la firma, per intendersi. Il punto è che come risultato abbiamo lasciato spazio a quelli minori e il fenomeno appare in continua crescita. Basta fare una passeggiata in giro per rendersene conto», dice il consigliere critico con l’efficacia della politica del “pugno duro” del sindaco.