Coltivare orto e campo per costruirsi il futuro: la sfida mantovana di In.Esistente
MANTOVA. Lisa ha raccolto gli spinaci: un secchio pieno di verdura fresca. Ivan, Domenico e Giovanni si sono occupati del campo di zucche e dei cespi appena nati d’insalata. C’è chi ha sistemato le recinzioni e strappato le erbacce. È grazie a loro e ai loro compagni, una trentina tra ragazze e ragazzi con disabilità, se Corte San Lorenzo ha un orto ricco di prodotti e un piccolo appezzamento di terra che in autunno darà i primi frutti. Il lavoro nei campi è uno dei quattro laboratori occupazionali messi in piedi un anno fa dall’associazione temporanea di scopo In.Esistente, una rete di associazioni e cooperative composta da Aipd Mantova, La Sfida, Asd Verso e Cooperativa Csa, l’ente capofila.
Gruppo al quale si è unita l’associazione San Lorenzo, proprietaria della struttura che ospita il centro socio-educativo nato da questa collaborazione, nel verde delle campagne di Curtatone. Per capire cosa sia questo progetto, si può partire dal nome: «In sta per inclusione - spiega Riccardo Bonfà, il direttore - mentre con “Esistente” vogliamo sottolineare il fatto che una cosa così, prima, non esisteva proprio». I laboratori occupazionali sono quattro: campagna, cucina, ostello (che potrebbe aprire ad agosto, in occasione della Fiera delle Grazie), sala bar e servizio. C’è, poi, un quinto laboratorio trasversale: la falegnameria. Ogni laboratorio ha due referenti: uno tecnico, un maestro d’arte professionista del settore, e uno educativo.
La programmazione, però, l’hanno fatta i ragazzi: «Siamo partiti con gruppi multifunzionali e in base alle competenze e alle attitudini dei partecipanti è cominciata la progettazione vera e propria dei laboratori» precisa Bonfà. Il piano colturale, per esempio, l’hanno deciso gli studenti. E sempre loro hanno stabilito la posizione dell’orto: accanto al caseggiato principale, vicino alla cucina che ha cominciato a trasformare le materie prime, e non nell’appezzamento oltre l’aia. Una porzione di terra, quest’ultima, che ora accoglie zucche della varietà Delica e che presto vedrà nascere un piccolo vigneto e un frutteto. La zucca, tra l’altro, sarà l’ingrediente speciale di un prodotto (per ora top secret) che debutterà sul mercato a breve. Nell’orto, invece, nascono pomodori, peperoni, spinaci rampicanti, pomodori, fragole, profumatissime erbe aromatiche. E c’è anche un piccolo orto verticale per chi è in carrozzina.
I ragazzi sono seguiti da Carlo Avigni, professore di agraria in pensione, e da Fiammetta Taraschi, referente educativa del progetto agricolo. «Siamo partiti da un terreno rimasto incolto per una decina di anni – racconta Avigni – abbiamo vangato e sparso il letame. Nell’orto abbiamo fatto la pacciamatura e diamo l’acqua con un sistema di micro irrigazione e una centralina automatica. Non facciamo trattamenti di alcun tipo».
I prodotti coltivati dai ragazzi di In.Esistente dovranno essere buoni, per vedersela sul mercato, alla pari, con i prodotti di altre cooperative o aziende. Nessuna scorciatoia. «Il focus, ovviamente, non è soltanto commerciale - chiarisce Bonfà - ma l’idea che le zucche si debbano raccogliere e siano buone è finalizzata alla riuscita del progetto. Questa non è orto-terapia, ma formazione vera e propria».
L’obiettivo è preparare i ragazzi a un possibile futuro inserimento lavorativo: aSiamo consapevoli che non tutti i progetti sfoceranno in un lavoro, ma se il laboratorio è strutturato in modo che possa avere un’indipendenza economica, diventerà un’impresa e potrà assumere le persone. E chi non avrà le competenze per poter essere assunto nel mercato, potrà lavorare qui».