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Investì quattro ragazzi dopo la lite a Pavia, pena di 12 anni per tentato omicidio

/ PAVIA

Le scuse alle vittime non sono bastate. Il giudice Luigi Riganti ha condannato a 12 anni e un mese di carcere, come chiesto dal pm Roberto Valli, Ayoub Mallouki, 33enne di origini marocchine residente a Giussago, accusato di tentato omicidio per avere investito quattro giovani, il 17 luglio del 2021, davanti al bar Confluente di viale Venezia. Il processo si è svolto in abbreviato e quindi l’imputato ha usufruito anche dello sconto di pena di un terzo. Le motivazioni non ci sono ancora, ma il giudice ha accolto la ricostruzione della procura: l’uomo, alla guida di una Peugeot, aveva puntato il gruppo di ragazzi, con cui aveva avuto una discussione, e in modo intenzionale, secondo l’accusa, mettendo in conto anche la possibilità di uccidere, aveva investito i giovani. Il giudice lo ha condannato anche al risarcimento dei danni a tre ragazzi, che si erano costituiti parte civile.

i risarcimenti

Il giudice Riganti ha assegnato una provvisionale di 100mila euro a una ragazza di 20 anni di Certosa, che era rimasta ferita in modo molto grave (parte civile con l’avvocato Matteo Cristino), 15mila euro a una 18enne (avvocato Pietro Trivi) e 4mila euro a un 15enne e ai suoi genitori (avvocato Luigi Fuardo). Una quarta ragazza, che aveva riportato lievi contusioni, non si era costituita parte civile nel processo, ma anche per questa posizione la procura aveva contestato l’accusa di tentato omicidio.

A questa qualificazione del reato si era opposto l’avvocato difensore Federico Simonati: «Avevo chiesto la derubricazione del reato da tentato omicidio in lesioni volontarie per chi aveva subito lesioni minime, per le quali non c’è mai stato il rischio della vita, quindi almeno per tre posizioni. Faremo di sicuro appello non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza». Il giudice si è preso 90 giorni di tempo.

La ragazza di 20 anni aveva riportato le ferite più gravi, alla testa. Si è salvata ma è rimasta in ospedale per tanto tempo, in terapia intensiva, e ancora oggi sta seguendo un percorso di riabilitazione che si annuncia ancora lungo.

come sono avvenuti i fatti

Secondo la ricostruzione degli agenti della polizia stradale, quella sera di luglio il 33enne era arrivato davanti al locale in viale Venezia ubriaco e a bordo della sua Citroen C3. Aveva cercato di entrare nel locale ma il personale lo aveva respinto e, dopo una breve discussione, si era allontanato in auto.

In viale Venezia aveva però incontrato un gruppetto di giovani, con cui aveva iniziato a litigare. Secondo l’accusa a un certo punto li aveva puntati con la macchina e li aveva investiti. Tre ragazzi erano stati scaraventati contro un’auto in sosta, un quarto si era salvato per pochi centimetri.

L’uomo davanti al giudice si era difeso parlando di un’aggressione ai suoi danni che aveva preceduto l’accaduto. Secondo l’imputato, alcuni testimoni, tra cui il buttafuori del locale, avrebbero fatto una ricostruzione «non veritiera».

Alla penultima udienza del processo, prima della sentenza, ha rilasciato dichiarazioni spontanee, chiedendo scusa alle vittime per quanto accaduto. Ma questo non è bastato a ridurre la pena rispetto a quanto chiesto dall’accusa. —

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